Un vecchio adagio sostiene che sia meglio nascere fortunati piuttosto che ricchi.

Il problema di Ivan Juric è che, almeno calcisticamente parlando, lui non è né l'uno nè l'altro. E l'ennesima dimostrazione di ciò la si è avuta questo pomeriggio al Meazza contro l'Inter, squadra che evidentemente può vantare entrambe le doti che in questo momento mancano al Grifone.
Sulle capacità economiche della corazzata nerazzurra non si discute e per chi avesse dubbi sul fatto che la dea bendata ultimamente guardi spesso dalle parti della Pinetina basterebbe chiedere a Roma e Crotone.

Ma aldilà delle fortune interiste quello che al tifoso rossoblu interessa sono le sfighe che regolarmente colpiscono il collettivo di Juric. Anche in una giornata in cui l'allenatore croato sembrava aver finalmente azzeccato tutte le mosse, il Genoa torna a casa per la quarta volta su 6 con zero punti. Un rullino di marcia certamente preoccupante che getta i rossoblu in fondo alla classifica.

A consolare non può bastare neanche la buona prestazione di Perin e compagni, che con un po' più di cattiveria forse questa gara avrebbero addirittura potuto vincerla e che invece alla fine escono dal campo a testa bassa. Quando perdi certe partite, in questa maniera, il morale non può che essere ai minimi termini​. Nella testa dei giocatori il pensiero è solo uno: "se non vinco certe gare dopo aver giocato così quando mai potrà farlo?".

Segnali negativi che possono essere interpretati come auspici nefasti in vista del futuro. Dato per assodato che per invertire la rotta non basti cambiare modulo, non basti cambiare gli uomini e non basti neanche giocare bene, l'unica speranza resta quella che la dea bendata sollevi momentaneamente la pezza che ha sopra gli occhi e volga il suo sguardo benevolo finalmente anche verso Pegli. Altrimenti saranno dolori ben più grandi di quelli vissuti fino ad oggi...