Ammetto candidamente di essere sempre stato uno juriciano convinto, termine orribile che probabilmente mi costerà una scomunica da parte degli Accademici della Crusca ma che rende perfettamente l'idea di quale fiducia nutrissi nei confronti dell'attuale allenatore rossoblu.

Parlo al passato perché quanto sta accadendo in casa Genoa in queste ultime settimane mi sta facendo rapidamente cambiare idea. Se fino a Ferragosto, anche alla luce delle brillantissime per quanto vacue amichevoli estive, ero convinto che l'ex mediano croato fosse il valore aggiunto di questa squadra, oggi tale convinzione non è più così ferma.

NASCITA DI UNA PASSIONE - Un po' come tutti mi ero innamorato di Juric in quello splendido autunno di un anno fa. Un'epoca d'oro per il Grifone, capace capace di volare sulle ali dell'entusiasmo grazie ad un gioco spumeggiante e di ottenere risultati strepitosi contro avversari ben più attrezzati e blasonati. L'arrivo dell'inverno e dei primi geli fece però appassire quel debole fiore rossoblu, trasformando quei punti conquistati nei primi tre mesi da fondamenta della speranza di un piazzamento europeo a tasselli indispensabili per la conquista di un'agognata salvezza. Ma la colpa di quella metamorfosi non era di Juric, almeno non per me. Le responsabilità erano di una dirigenza che improvvisamente aveva tolto le pile a quel fantastico giocattolo. Oppure era da ricercare nella svogliatezza e nell'irriconoscenza di giocatori che evidentemente remavano contro il proprio timoniere.

TUTTI I SUOI LIMITI - Così esultai quando a fine campionato Preziosi confermò la propria fiducia nel pirata croato. Adesso si poteva ricominciare e farlo questa volta col piede giusto senza commettere gli errori del passato.   Ma la speranza di rivedere quello scintillante Genoa di ormai troppi mesi fa si è affiovolita settimana dopo settimana. E le colpe di Juric in tutto questo cominciano lentamente a palesarsi innanzi ai miei occhi. Pessima gestione dello spogliatoio, ottusità tattica, incapacità di trasmettere ai giocatori quella grinta che lo contraddistingueva in campo, sono tutti elementi che giocano a sfavore di Juric.

CIFRE IMPIETOSE - I numeri del resto parlano chiaro e la matematica, si sa, non mente mai. Quanto raccolto da Juric negli ultimi dieci mesi, anche al netto del breve interregno targato Mandorlini, è davvero disastroso. Dopo la strepitosa vittoria sulla Juventus del 27 novembre scorso, la banda del croato ha raccolto la miseria di 14 punti in 24 partite, vincendo appena tre gare e tutte in casa: un rullino di marcia da retrocessione senza attenuanti, nè recriminazioni.

È chiaro che così non si può continuare, bisogna cambiare marcia prima che sia troppo tardi. L'ultima spiaggia rimane la partita di mercoledì contro il Chievo. Ora non si può più sbagliare, serve solo vincere. In caso contrario tanti saluti e buona fortuna.