Definire quella di domenica contro il Torino come la gara della vita per il Genoa non è semplice retorica giornalistica.

 

UN MISERO PUNTO - Compiere l'ennesimo passo falso di stagione per Burdisso e compagni questa volta potrebbe essere davvero fatale, visto che di tempo e modo per porvi rimedio non ce ne sarebbe più. E' infatti impensabile sperare che i rossoblù possano andare ad ottenere i necessari punti-salvezza all'Olimpico di Roma tra dieci giorni. E a quel punto l'unico modo per non scivolare in Serie B sarebbe sperare nelle poco probabili disgrazie, visto un calendario decisamente più morbido, di Empoli e Crotone.

 

Dunque per evitare pellegrinaggi alla Madonna della Guardia o riti voodoo nei confronti di toscani e calabresi, l'unica alternativa è quella di ottenere almeno un punto domenica a Marassi contro i granata. Facendo i proverbiali conti della serva, infatti, un misero pareggio in due gare dovrebbe bastare ai rossoblù per evitare di scivolare nel baratro della cadetteria. Visto il Genoa attuale, però, anche ottenere un punticino in casa contro una formazione che non ha più nulla da chiedere al torneo non sembra una cosa facilissima. A rendere ancora più ostica l'impresa ci saranno poi le motivazioni fornite in settimana alla squadra di Mihajlovic dalla tifoseria piemontese, memore dello sgarbo subito otto anni fa.

 

NUMERI POSITIVI - Eppure qualche spiraglio di luce in quel nerissimo tunnel che sembra avvolgere il Grifone c'è. E va ricercato nei numeri. Il Torino attualmente è al nono posto in classifica e il Genoa in questa stagione in casa ha sempre fatto molto bene contro le squadre posizionata nella parte sinistra della classifica. Tra le prime otto della classe, soltanto Roma e Atalanta hanno fatto bottino pieno nel Ferraris rossoblu. Le restanti sei, Juventus compresa, si sono invece dovute accontentare nella migliore delle ipotesi di un pareggio. Proprio ciò che ora la banda di Juric anela come acqua nel deserto.

 

Vero è che il calcio non è algebra e che spesso le statistiche contano come il due di fiori a briscola, ma il bello dei numeri rapportati al pallone è che non basta limitarsi a leggerli freddamente. Il più delle volte bisogna interpretarli. E cercando di dare una chiave di lettura ai dati che riguardano il Genoa si comprende come, soprattutto al Ferraris, i rossoblù abbiano saputo dare il meglio di sé proprio nelle occasioni più difficili, facendo poi l'esatto opposto nelle partite sulle carte più abbordabili.

 

Ecco perchè la sfida con il Toro potrebbe davvero essere quella buona per chiudere definitivamente i conti con la più brutta stagione dell'ultimo decennio. Per poi tra dieci giorni andare a Roma in pellegrinaggio, non per chiedere miracoli ma per rendere omaggio a chi di dovere per la grazia ricevuta.