È un Genoa con le ossa rotte quello che torna dalla trasferta di Udine. Peggio di così la gita in terra friulana non poteva proprio andare, tanto che alla fine la sconfitta che spinge i rossoblu in fondo alla classifica è forse la notizia meno negativa della giornata.

Alla bastonata patita contro una squadra che prima di ieri era ancora ferma al palo, si aggiungono le aggravanti di almeno tre defezioni pesanti che inevitabilmente condizioneranno l'immediato futuro dei rossoblu e alcune indicazioni che sembrano riportare le pagine del calendario rossoblu indietro di qualche mese, fino al tremendo primo semestre del 2017.

ASSENZE PESANTI - La gara della Dacia Arena lascia infatti strascichi severi in vista dei prossimi impegni. Alla sicura squalifica di Bertolacci, cacciato dal Var nel momento clou della gara di ieri, si aggiungeranno le quasi certe assenze di Lapadula e Biraschi, due punti di riferimento essenziali per i propri reparti che rischiano di restare a lungo lontano dal campo. Assenze pesanti che risulteranno ancor più gravose se si pensa che domenica prossima a Marassi arriverà la super Lazio di Simone Inzaghi. Una squadra che dopo aver superato la Juventus in Supercoppa ieri ha passeggiato anche sul Milan di Montella e che onestamente non si capisce come possa essere fermata dal Genoa attuale.

ABULIA DA GOL - Brutte tegole insomma, che si abbattono sulla testa di uno Juric già alla prese con problemi a non finire. A cominciare da una sterilità offensiva ormai conclamata. In tre gare i rossoblu hanno segnato solo due reti, entrambe contro la Juve e solamente grazie all'aiuto di un autogol e di un calcio di rigore. Un problema che l'infortunio di Lapadula non potrà che inasprire, visto che ancora una volta Galabinov ha dimostrato, nonostante la buona volontà, di non essere in grado di sostenere sulle proprie spalle l'intero peso offensivo di un club di Serie A. Anche perché chi dovrebbe rifornirlo di palle adeguate spesso non lo fa. Come i due esterni, Lazovic e Laxalt, che avranno anche l'indubbio merito di correre e sbattersi per 95 minuti ma spesso non sono in grado di mettere un cross degno di tal nome.

BUCO AL CENTRO - Ma la gara di Udine ha riaffermato ancora una volta come, nonostante una marea di acquisti sul mercato appena concluso, questa squadra sia rimasta incompiuta, lasciando una grave lacuna in mezzo al campo. La stessa mai colmata dall'addio di Rincon lo scorso gennaio. Veloso e Bertolacci nel 3-4-3 di Juric difficilmente possono convivere. Là in mezzo serve qualcuno che corra e usi il randello, facendo da guardiaspalle ai due fiorettisti. Non a caso, contro l'Udinese, le cose sono sembrate andar meglio nella ripresa, quando nonostante l'inferiorità numerica il giovane Omeonga ha portato gambe e polmoni nel reparto nevralgico dei rossoblu. Chissà che proprio il belga, stante l'assenza di Bertolacci, non possa essere la mossa a sorpresa per invertire una tendenza già negativa in questo avvio di stagione.

In caso contrario si preannuncia una nuova annata con poche gioie e molti mal di pancia.