Più di così non si poteva sperare.
Un Genoa formato per dieci undicesimi da seconde e terze linee onora in pieno la più ingiusta competizione del mondo facendo sudare forse più del previsto una Juventus che, davanti al pubblico amico, per passare il turno deve affidarsi ai guizzi dei suoi campioni.

ASPETTATIVE DIFFERENTI - Per carità, la gara di Torino non è mai stata in discussione visto che al di là di qualche sporadico lampo rossoblu l'inerzia dell'incontro è stata totalmente dalla parte bianconera, com'era logico e preventivabile che fosse. Del resto non bastasse il divario tecnico che solitamente divide le due squadre, e che è stato ulteriormente allargato ieri sera dalle scelte dei tecnici, anche l'approccio alla sfida delle due contendenti è stato nettamente antitetico. Da una parte c'era una formazione famosa per il suo cannibalismo, dall'altra una squadra che ha ben altri pensieri per la testa. Con la sfida di campionato contro il Benevento ormai alle porte era praticamente naturale che il pensiero della truppa di Ballardini fosse da tutt'altra parte.

SPORTIVITA' - Eppure il Genoa ha preso la gara dello Juventus Stadium non come un fastidio ma come una buona occasione per mettere in vetrina quei giocatori che fino a oggi hanno avuto poco spazio. Qualcuno potrà additare il Grifone di poca sportività poiché non ha mandato in campo la miglior formazione possibile come invece richiederebbe qualsiasi evento agonistico, magari rispolverando quel concetto di scansamento di fronte alla Vecchia Signora che tanto aveva fatto discutere un anno fa. Una simile accusa sarebbe però ingiusta poiché l'eventuale scarsa lealtà mostrata dal Genoa è figlia soprattutto della logica insensata che ormai da troppi anni caratterizza la seconda competizione nazionale. Un trofeo svilito e depauperato dai suoi stessi organizzatori.

Non si può pretendere che squadre meno attrezzate sia tecnicamente che economicamente vadano a giocarsi fuori casa una gara che in 9 casi su 10 li vedrebbe sfavoriti anche tra le mura amiche. Per raggiungere un risultato di rilievo in Coppa Italia una squadra come il Genoa dovrebbe compiere una serie di imprese francamente ai limiti della credibilità, espugnando uno dopo l'altro alcuni degli stadi più difficili della Penisola.

COPPA TRADITA - Questa manifestazione è stata palesemente studiata per favorire le squadre più forti ed il palmarès recente lo dimostra. Alle piccole non resta che fare da sparring partner, non potendosi neanche accontentare di rimpinguare le casse societarie con i proventi derivanti dalle sfide.

Onore al Genoa di ieri sera, dunque, che seppur sceso in campo privo di motivazioni ha dato tutto il meglio che aveva salutando la coppa senza rimpianti né recriminazioni. Gli orizzonti dei rossoblu e di tutte le altre medio-piccole sono altri, finché qualcuno non deciderà di cambiare questa regola assurda lasciamo che a contendersi questo trofeo sempre più misero siano sempre le solite note.