Il feeling tra la Sampdoria e Marco Giampaolo è stato praticamente immediato. C'è stato bisogno di un periodo di rodaggio dal punto di vista tecnico all'inizio della scorsa stagione, vero, anche perchè i risultati stentavano ad arrivare. Ma l'intesa con la piazza e la tifoseria c'è sempre stata, testimoniata anche da uno striscione apparso in Sud nel momento più difficile che incoraggiava il mister a tenere duro.

La Genova blucerchiata, insomma, è oggi il posto nel mondo di Marco Giampaolo. Lo conferma lui stesso: "La Samp era nel mio destino" ha detto il tecnico, a cui il noto giornalista genovese Maurizio Michieli ha dedicato un capitolo nel suo libro dedicato alla Sampdoria. L'allenatore, che ha partecipato alla presentazione del volume, ha ringraziato Michieli e ha svelato un retroscena di mercato che lo ha coinvolto: "E' un onore avere un capitolo per me, così come è un onore allenare la Samp, anche se è pure una responsabilità. Ero stato vicino due volte al Doria, l'ho sempre visto come un punto d'arrivo, un club che ti emoziona". Un aneddoto che conferma pure Edoardo Garrone, anche lui presente al Porto Antico: "Tutto vero. E così, quando Ferrero mi ha chiesto consiglio su Giampaolo, gli ho detto: 'Di cose tecniche ne capisco poco, ma posso raccontarti come è andata le altre volte'. E così, lui ha preso Giampaolo".
 
Se il feeling con la Samp è stato immediato, con il Genoa Giampaolo non si è mai trovato: "Ero il capitano della Fidelis Andria" ha raccontato l'attuale mister doriano, come riporta Il Secolo XIX "il Genoa ci batte con gol di un giovane, Spinelli, a 7' dalla fine. Io vengo espulso, noi retrocediamo. E a fine stagione, per il dispiacere, smetto di giocare". Giampaolo anni dopo si è vendicato con i tre derby di fila vinti: "Ma li abbiamo vinti tutti, non solo io" si schernisce il mister.