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  • Giochi senza frontiere:| Ganso, Danilo, Bastos...

    Giochi senza frontiere:| Ganso, Danilo, Bastos...

    Dietrofront di Abete, la Figc riapre al secondo extracomunitario: da Ganso a Bastos, i bersagli grossi tornano nel mirino delle big.
    Mercato: via ai giochi senza frontiere.
    Doveva essere un «tassello di un programma più generale, volto alla valorizzazione dei vivai»: si giustificava così il numero uno della Figc, Giancarlo Abete, un anno fa, per spiegare che la riduzione a un solo extracomunitario tesserabile (al posto di uno in uscita) non era direttamente figlia della figuraccia azzurra ai Mondiali sudafricani. Ieri il consiglio federale ha sancito la retromarcia: le caselle a disposizione tornano due, stesso dietrofront dell'estate 2008, per la gioia della Lega di serie A.

    Basterà pazientare un po' per capire se davvero la decisione è figlia di un baratto per un accordo più ampio che riguarda il contratto collettivo. Per il momento le parti rigettano lo scenario, anche se le parole di Carlo Tavecchio avevano alimentato non poco il sospetto: «La questione penso sia legata alla firma...», affermava il presidente della Lega Dilettanti, facendo riferimento all'estenuante tira e molla tra Assocalciatori e club. In ogni caso la stessa norma che nel luglio scorso mandò su tutte le furie le società, che per undici mesi marcarono visita in via Allegri, ora produce l'effetto contrario: «Il ritorno ai due extracomunitari comporta per il calcio italiano un recupero importante di competitività», il brindisi del rappresentante della A, Maurizio Beretta.

    I criteri per liberare i due posti “extra” restano tre: la cessione all'estero, la scadenza di contratto o l'ottenimento del passaporto comunitario. Nel contesto è stato inserito un paletto per i ragazzi al primo contratto da professionisti: nessun furbetto potrà approfittarne per portare a casa gli obiettivi reali. Gli orizzonti degli operatori di mercato d'un tratto si fanno più ampi: magari i soldi a disposizione dei direttori sportivi resteranno gli stessi, ma adesso non ci saranno più scuse. In tanti approfitteranno dell'opportunità di ingaggiare uno sconosciuto in più, pochi sono i bersagli grossi che rientrano in gioco.

    Uno di questi è il brasiliano Ganso: il Milan può dargli liberamente la caccia, dopo essere rimasto con le mani legate per via dell'ingaggio di Taiwo. I rossoneri possono mettere nel mirino anche gli altri verdeoro Danilo e Sandro. Sul centrocampista del Tottenham sono concentrate da un pezzo anche le attenzioni della Roma. Il ds giallorosso Sabatini (a dir poco amareggiato per aver perso Alvarez e Lamela) potrà mettere a frutto la sua conoscenza del calcio argentino. E magari accontentare DiBenedetto con un giocatore americano: della lista fa parte Bradley, il figlio del ct Usa che piace anche al Napoli. I partenopei, dal canto loro, possono permettersi di guardare anche al cileno Vidal. Gongola senza dubbio Pantaleo Corvino. L'architetto del mercato viola, un anno fa, descrisse il provvedimento della Figc come un «danno tecnico, perché impedisce di andare a scovare le qualità in qualsiasi parte del mondo». Ora potrà sbizzarrirsi, magari partendo dal centrocampista Arouca del Santos.

    In orbita Juve, tornerà di moda l'esterno Michel Bastos, mentre l'Inter finora non ha mollato troppe piste per colpa della vecchia norma sugli extracomunitari: però il piano per Casemiro, la promessa del San Paolo, diventa realizzabile.

    Intanto ieri, qualche ora prima della fatidica retromarcia del consiglio federale, Carlitos Tevez annunciava la volontà di lasciare il Manchester City. Questioni famigliari, che dovrebbero riportarlo a ricongiungersi con i suoi affetti in Sudamerica. I club che non tenteranno l'assalto hanno già un'altra scusa pronta.  


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