Nell'esatto mezzo del cammin di questa finestra di mercato, il Napoli incassa il 'no' del suo obiettivo numero uno: una bella botta. Non c'è tempo adesso per fermarsi sul rifiuto di Verdi, serve un'alternativa e serve quanto prima, ma questa il Napoli proprio non se l'aspettava. Partendo dal DS Giuntoli, i cui colloqui con l'entourage del giocatore e con il giocatore stesso avevano da settimane cadenza quotidiana e al quale sempre più ottimismo era stato prospettato negli ultimi giorni in cui il giocatore era stato in vacanza a Doha.

Ad onor del vero, Verdi non aveva mai detto 'si' e il Napoli, il Bologna e forse lo stesso entourage avevano fatto i conti senza l'oste. Tuttavia la titubanza del ragazzo era stata probabilmente sottovalutata: chi potrebbe dire di no a quasi 26 anni a un progetto come quello del Napoli con un ingaggio triplicato, per giunta ulteriormente ritoccato da 1,5 a 1,8 per convincere definitivamente il calciatore? Verdi l'ha fatto. La delusione maggiore è evidentemente quella del presidente De Laurentiis, che incassa l'ennesimo rifiuto e che su questa operazione si era costruito due cose: la credibilità, nella dimostrazione di voler fare il massimo per la lotta scudetto, e soprattutto una fetta della trattativa per il rinnovo di Sarri, regalando all'allenatore il profilo da lui preferito come segno di disponibilità a venirsi incontro anche sul mercato. 

De Laurentiis, che ieri con Chiavelli era a Milano (anche) per chiudere l'affare e la cui seccatura è stata evidente a favor di telecamere. Ora sta a lui scendere in campo e tirare fuori il coniglio dal cilindro per far si che il rifiuto di Verdi resti solo una piccola parentesi destinata a essere lasciata alle spalle e non una ferita che possa condizionare il cammino del suo Napoli.