C’è un giudice a Madrid. Ma diversamente da quello di Berlino, reso aneddotico da Bertolt Brecht, è tutt’altro che interessato alla conoscenza della verità. Il giudice in questione si chiama Arturo Zamarriego, è un ex magistrato militare, e da dicembre si è convertito in uno dei più convinti nemici di Football Leaks. Di lui si racconta che abbia delle idee molto ferme a proposito del ruolo dei giornalisti nella diffusione di informazioni riservate.

Fatto sta che nelle scorse ore la sua azione d’interdizione è giunta a coronamento, con l’incriminazione dell’editore di El Mundo e dei giornalisti che hanno diffuso le informazioni in Spagna. È notizia di ieri sera, data per primo dal sito spagnolo Voz Populi, che il direttore della testata Pedro G. Cuartango, i giornalisti Javier Sánchez, Paula Guisado e Quico Alsedo, e il presidente di Unidad Editorial, Antonio Fernández-Galiano, sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di “revelación de secretos”, che in italiano possiamo tradurre in “diffusione di informazioni riservate”.

Un’accusa che nella circostanza risulta discutibile, oltreché estremamente pericolosa per la libertà di stampa. Dacché esiste il giornalismo, l’attività d’inchiesta ne costituisce l’elemento più qualificante. E tale elemento si basa proprio sulla rivelazione d’informazioni riservate o occultate, a patto che si tratti di materiale di pubblico interesse. Nel caso dei documenti di Football Leaks, l’interesse pubblico è fuor di dubbio. E lo era in special modo durante quei giorni di dicembre nei quali veniva divulgata la prima ondata di rivelazioni. Esse riguardavano in primis Cristiano Ronaldo e il sistema di società offshore che il suo agente Jorge Mendes avrebbe strutturato, per consentire che i redditi da diritti d’immagine di CR7 prendessero una più comoda destinazione fiscale.

Come i lettori di Calciomercato.com sanno fin dalla prima ora, il giudice Zamarriego si era mobilitato contro la diffusione dei Football Leaks in Spagna prima ancora che essi venissero pubblicati. Le richieste di chiarimenti che i giornalisti avevano avanzato ai diretti interessati, come è prassi fare prima di pubblicare materiali sensibili, avevano innescato la controffensiva legale. È altrettanto di prassi che gli avvocati di chi ha interesse a non far divulgare certe informazioni provino a stopparne la pubblicazione. Ma ben raramente succede che i giudici diano loro retta. In genere l’intervento della magistratura avviene dopo la pubblicazione, nei casi in cui vi siano gli estremi della diffamazione. E invece, con straordinario zelo, Zamarriego emise in quei giorni un provvedimento col quale pretendeva di bloccare in tutta Europa la pubblicazione dei Football Leaks. Ovviamente l’European Investigative Collaborations (EIC), il consorzio di testate capeggiato dalla rivista tedesca Der Spiegel che sta diffondendo i leak, è andato dritto per la propria strada. E continuerà a farlo, nonostante la controffensiva giudiziaria che colpisce El Mundo. Non basterà imbrigliare una voce per ostacolare la circolazione della verità.

@pippoevai