Dalla serata di Crotone, secondo giro nella grande giostra della Serie A, il Verona esce con un paio di buone convinzioni ed un'amara e quanto mai allarmante certezza.

Le convinzioni riguardano il risultato raggiunto e la buona prestazione di alcuni dei giocatori in campo. Sotto l'aspetto del risultato i gialloblù hanno ottenuto un punto, che alla luce della partita giocata è esattamente quello per cui sono scesi in Calabria. Pecchia ha preparato una partita attenta, contro una formazione che lo scorso anno ha basato le sue fortune nei match in casa, nel catino bollente dello Scida. Il punto fatto rappresenta il raggiungimento dell'obbiettivo prefissato, considerato che in 90 minuti il Verona non è praticamente mai riuscito a tirare in porta.

L'altra buona convinzione riguarda la prestazione della difesa, in particolare di Ferrari e Caceres. Entrambi ieri sera hanno giocato una partita solida, attenta e concentrata, lasciando all'attacco calabrese solo le briciole. Considerando che sia Ferrari che Caceres erano stati tra i migliori anche nella sconfitta col Napoli, c'è da pensare che il Verona abbia finalmente trovato due difensori sui quali poter fare affidamento per questa lunga e difficile stagione di Serie A. Una fortuna doppia, vista anche la duttilità che permette a tutti e due di occupare con buoni risultati sia il ruolo di centrale che quello di terzino.

La serata di ieri però, verrà soprattutto ricordata per la seconda esclusione consecutiva di Pazzini dall'undici iniziale. Si pensava che il mancato impiego col Napoli fosse solo un episodio, ma la panchina di ieri sera non ha fatto altro che confermare quella che sembra ormai essere una certezza: c'è un evidente problema Pazzini a Verona. Mister Pecchia a termine del match dello Scida ha parlato di scelta tecnica e di condizione fisica ancora non ottimale per il Pazzo. Sarà, ma vista la penuria di giocatori schierabili lì davanti, la scelta di rinunciare all'unico attaccante centrale di livello ed esperienza ha lasciato quantomeno perplessi. Pecchia, al quale va comunque riconosciuto il coraggio nel fare scelte così impopolari, con questa mossa ha completamente demineralizzato la fase offensiva dei gialloblù. Ieri sera il Verona non è mai riuscito a sviluppare un'idea di gioco negli ultimi 40 metri di campo semplicemente perchè mancava di un punto di riferimento fisso, un giocatore che sapesse lavorare di sponda ed attaccare la profondità. La colpa non può certo essere data a Fares, volenteroso ma inadatto a ricoprire un ruolo che per caratteristiche non gli appartiene. Non è un caso che gli unici pericoli per la porta di Cordaz siano stati creati da Cerci con un'azione personale e da qualche isolato lampo di Bessa, per altro in serata no. Se però, per la seconda volta consecutiva, l'allenatore decide di rinunciare al centravanti titolare nonchè capitano, schierando al suo posto un giocatore fuori posizione, il dubbio che ci sia qualcos' altro sotto è più che legittimo. Ed è un peccato anche solo pensarlo, vista la stagione da trascinatore giocata dal Pazzo l'anno passato. Una situazione complessa, inimmaginabile solo qualche settimana fa. La cosa peggiore è che questo problema sia uscito adesso, a stagione già iniziata con la squadra impegnata a guadagnare punti per una salvezza tutt'altro che facile. Una situazione allarmante, in cui non è ancora ben chiaro di chi siano le responsabilità maggiori.

Ora arriva la sosta e giovedì termina anche la sessione di calciomercato. Quattro giorni per capire cosa accadrà, per fare la conta degli attaccanti sperando nel arrivo di qualche nuovo rinforzo e a questo punto per vedere se al rientro anche Pazzini ci sarà e, nel caso, con quale ruolo. In questo momento i gialloblù necessitano di lui. Servono delle certezze, stavolta positive. Perchè è di queste che il Verona ha bisogno se vuole salvarsi.