"Bruttissima prestazione, il Verona non può essere questo". Sono proprio queste le parole utilizzate da mister Fabio Pecchia al termine della partita con la Fiorentina di oggi pomeriggio. Parole dure, a contorno di una prestazione davvero deludente, arrivata per di più all'interno delle mura amiche del Bentegodi. Uno 0 a 5 pesantissimo, che ha lasciato a dir poco contrariati i tanti supporters gialloblù presenti allo stadio. Certo, era ben chiaro fin dall'inizio che quest'anno ci sarebbe stato da soffrire e da lottare con i denti ogni partita, per ogni punto. Però, prestazioni come quella odierna lasciano l'amaro in bocca perchè al Verona sono mancati carattere ed atteggiamento e l'approccio alla partita è stato da film dell'orrore. Tre gol subiti in meno di 25 minuti e partita praticamente finita già nel primo tempo. Questo, a discapito del valore dell'avversario, non può essere ammissibile.

La rovinosa sconfitta di oggi non ha fatto altro che togliere il velo da quelli che erano stati i difetti che già nelle prime due giornate i gialloblù avevano a tratti evidenziato. A questo Verona mancano coesione, qualità ed idee. Certo, siamo solo alla terza di campionato e non è  il caso di lanciare prematuri allarmi o addirittura di emettere delle sentenze. Però i segnali e le difficoltà che la squadra sta trovando vanno presi subito in considerazione.
 
La difesa, con già 8 reti al passivo, è al momento la peggiore della Serie A, ma l'impressione è che con il passare delle settimane si possano creare le condizioni per raggiungere un buon equilibrio di reparto. I nomi validi non mancano e Ferrari e Caceres hanno dimostrato di poter ritagliarsi un ruolo importante in questa squadra. Aspettando il ritorno in campo di Caracciolo, in difesa il Verona dovrà ritrovare al più presto quella compattezza vista a tratti nella partita di Crotone.

A centrocampo nella partita di oggi, si è palesata ancora una volta in più, l'assenza di un vero mediano di interdizione, uno specialista della fase difensiva bravo a distruggere il gioco degli avversari. Buchel, Bessa, Bruno Zuculini, così come Romulo, Valoti, Fossati e Zaccagni sono tutti giocatori dotati di buona tecnica, ma che per caratteristiche faticano ad essere efficaci nell'interdizione. L'unico giocatore in rosa davvero bravo in questo compito è Franco Zuculini, che però resterà fermo ai box almeno fino a novembre. A questo punto potrebbe essere una buona idea quella di inserire un ulteriore centrocampista che possa dare maggiore copertura alla difesa, in particolare nel caso di partite con avversari di alto livello (magari passando dal solito 4-3-3 ad un 4-3-1-2 o al 4-4-2). Non è detto che in questo modo le cose migliorino, ma al momento in centrocampo gialloblù non riesce ad agire efficacemente da filtro e la difesa si trova troppo spesso a dover affrontare situazioni di palla scoperta. In qualche maniera Pecchia dovrà porre rimedio.

E poi c'è l'attacco, al momento il vero tallone d'Achille di questo Verona. Un gol (su rigore) su tre partite di campionato. Poco, troppo poco, considerate anche le esigue palle gol create. Pazzini è tornato al centro dell'attacco, ma nel frattempo si è fatto male Cerci. La coperta è corta, con Verde come titolare e Fares alternativa sull'esterno. In panchina ci sono i due giovani neoacquisti. Per forza di cose avranno il loro spazio. Kean questo pomeriggio ha già fatto vedere qualche buona cosa. Lee è ancora tutto da provare. Saranno utilissimi, ma gli va dato un po' di tempo per ambientarsi.

Più di tutto però, più dei reparti e delle tattiche, conterà l'atteggiamento. Questo Verona deve entrare ogni domenica in campo con il coltello fra i denti se non vuole rischiare altre figure come quella odierna con la Fiorentina. I punti e di conseguenza la salvezza passeranno soprattutto da questo. I gialloblù non possono più permettersi un approccio come quello di oggi. Pecchia lo sa e dovrà fare in modo che la squadra lo recepisca fin da subito, già a partire dalla prossima partita con la Roma.