Il Gonzalo Higuain rabbioso è quello che serve alla Juve. In campo, sicuramente. Ha sbagliato contro il Tottenham, è vero: ha fallito il colpo del ko in contropiede per un 3-0 che avrebbe cambiato irrimediabilmente la doppia sfida, ha gestito male il pallone da cui è nato il 2-1, ha sbagliato pure il rigore del 3-1 allungando la collezione di errori pesanti in carriera. Ma è anche stato senza ombra di dubbio il migliore della Juve, prima e dopo quei gol sbagliati. Ovunque, indemoniato. Una doppietta pesante ed illusoria, un secondo tempo da uno contro tutti che ha confermato uno stato psico-fisico in ogni caso invidiabile. L'ultimo a mollare, l'unico a non patire il confronto con gli inglesi pure sul piano atletico. Che possano pesare di più i gol sbagliati o quelli segnati, alla fine lo si scoprirà solo il 7 marzo a Wembley. Intanto, ora che si è comunque sbloccato dall'alto di 8 gol nelle ultime cinque partite, Higuain è chiamato a trascinare una Juve ridotta ai minimi termini anche nel derby: con tutta la rabbia che ha, da trasformare in carica agonistica in campo. Dove deve essere ancor più leader, al di là di gol fatti o sbagliati anche decisivi: di entrambi la sua carriera è piena.

 

PERMALOSO NOQuella è rabbia sana, necessaria. E dovrebbe restare l'unica. Invece continuano ad affiorare fuori dal campo episodi da campione isterico o permaloso, che nulla dovrebbero avere a che fare con il suo status. Le critiche fanno parte del gioco. Higuain (che per Calciomercato.com è stato giudicato come il migliore della Juve anche martedì sera) è il giocatore più costoso della storia della serie A, da qualche stagione a questa parte anche il più pagato di tutto il nostro campionato. Senza qualunquismi o demagogie, vederlo reagire in continuazione a chi lo critica (giornalisti o tifosi) non è un segnale positivo. Specialmente considerando il fatto che giudizi o critiche rigettate con violenza siano figlie di prestazioni più o meno positive, di stati di forma più o meno adeguati. Solo in stagione prima la piccata risposta a Tuttosport, poi la pretesa di due sole domande e non una in più a Premium, infine il post su Instagram in cui contesta le critiche di chi sta sul divano e non in campo. Ma seduti più o meno comodamente ci stanno i tifosi e addetti ai lavori, che hanno tutto il diritto di lamentarsi e criticare così come di sostenere ed elogiare quando le cose vanno bene. Senza qualunquismi o demagogie, è un tale sistema che alla fine della fiera permette ad Higuain di essere il giocatore più pagato della serie A. In campo non possono andarci loro, in campo ci deve andare lui. Ed è lì che dovrebbe farsi sentire. È lì che dovrà sfogare tutta la sua rabbia. A cominciare dal derby, passando da Wembley e perché no: arrivando fino a Kiev.

@NicolaBalice