Male, malissimo. Ancora più doloroso, perché nessuno si aspettava una sconfitta così pesante a livello di risultato, di gioco, di prestazione. A Roma, questo è ancora più sorprendente, è mancata una caratteristica che il Milan di Montella ha sempre posseduto e esaltato, la grinta, la voglia di non mollare mai, la capacità di saper uscire dalle situazioni più complicate, intricate, quasi impossibili. Contro la Lazio, invece, squadra lentissima, poco precisa e reattiva, quasi indolente, pigra, come  sazia. Un Milan che ha sempre rincorso l’avversario, correndo molto ma male. Diventa difficile spiegare una partita che, nella sua negatività, ha visto coinvolti tutti gli uomini schierati da Montella, alla vigilia dei giorni più complicati della sua gestione, perché le aspettative sono molte, l’entusiasmo è un tesoro da non depauperare, mentre l’Europa League è ormai alle porte. 

L’allenatore è già sotto accusa. Oggi questa la frase più ricorrente e più letta: "Non si possono lasciare milioni e milioni in panchina!" Non voglio indossare la toga di un avvocato dei libri di Grisham, ma bisogna essere onesti. Prima della partita, qualcuno avrebbe inserito il poco brillante Calhanoglu delle ultime partite? Avrebbe lasciato in panchina il bomber del momento, Cutrone, che ha ricevuto palle difficili da gestire e da indirizzare a rete? Suso, un giocatore di alta caratura tecnica, ha giocato la peggior prestazione in maglia rossonera. Lucas Biglia che non può, a mio parere, giocare insieme a Montolivo o a Locatelli, a un certo punto, ha allargato le braccia perché non vedeva alcun movimento da parte dei compagni. Kessie è stato ben lontano dall’entusiasmante centrocampista delle prime partite. "Tutti brocchi dopo essere stati considerati tutti fenomeni" si è domandato, davanti ai microfoni, capitan Bonucci. Invoca equilibrio, che nel calcio non è sempre facile mantenere. Per primo da me. Pensavo allo scudetto, alla finale di Lione e mi sento come se, qualche anno dopo, avessi partecipato al famoso Ice Bucking. Sì, insomma come se mi avessero gettato acqua ghiacciata sulla testa. Mi devo asciugare, cambiare d’abito e pensare alla prossima partita, volando, purtroppo,  più basso. In  attesa che i Ragazzi mi trasmettano presto nuova energia positiva. 

La legge della partita dopo la sosta ha colpito ancora. L’idea di essere già dietro la Juventus e il Napoli, alla terza giornata, come nelle ultime  stagioni, mi diventa insopportabile. Nel dopo partita, l’allenatore rossonero ha accennato alla possibilità di cambiare modulo, passando al 3-5-2, soprattutto perche il gioiello dell’estate Leonardo Bonucci viene giudicato in difficoltà nel 4-3-3. Molti vogliono dimenticare che la Juventus più brillante della scorsa stagione giocava con il 4-2-3-1. La verità è che quasi tutti i difensori sono a rischio se lasciati nell’uno contro uno. Non voglio certo elargire consigli a Vincenzo Montella, ma io aspetterei a effettuare esperimenti, con un Romagnoli non ancora al cento per cento. Nuove strade  sono percorribili invece quando la squadra avrà cementato più salde certezze tecniche e soprattutto  mentali. Il gruppo deve ora ricompattarsi, ritrovare fiducia, giocando in sicurezza, che solo le vecchie conoscenze tattiche, oltre che le vittorie, possono regalare. Importante comunque ora è togliersi presto questo sapore di cenere in bocca.