A lungo considerato uno dei maggiori talenti calcistici italiani della sua generazione, Pepito Rossi ha avuto una carriera costellata da infortuni che ne hanno condizionato il rendimento in campo e che non gli hanno permesso di esprimere al massimo il suo potenziale.

L'attaccante nato negli Stati Uniti fa parte di quel gruppo di svincolati di lusso che in estate sono rimasti senza squadra. Infatti, dopo aver subito l'ennesimo infortunio il 20 aprile scorso, questa volta al ginocchio "buono" (quello sinistro), si ritrova svincolato sia dalla Fiorentina, il club che ne deteneva il cartellino, che dal Celta, dove ha giocato nell'ultima stagione. Teoricamente il recupero di Pepito dovrebbe essere quasi terminato, e il 31enne potrebbe essere disponibile già da ottobre con possibilità di essere tesserato a partire da metà dicembre.

GLI INFORTUNI - Il 26 ottobre 2011 - Nel corso del match di Liga contro il Real Madrid, Giuseppe Rossi si rompe il crociato del ginocchio destro. Viene operato subito e la prognosi è di sei mesi, tutto sembra andare secondo i tempi, ma nell’aprile successivo il ginocchio fa di nuovo crack in allenamento. Immediata l’operazione, a cui però ne segue una terza a ottobre, intanto i tempi si dilatano e il Villarreal, privo del suo bomber, passa dalla Champions League alla Segunda Division. Il rientro in campo di Pepito è previsto per la primavera 2013, ma dall’Italia si fa viva la Fiorentina che a gennaio lo acquista dagli spagnoli, gli fa firmare un accordo fino al 30 giugno 2017 e ne cura la riabilitazione. 

Campionato 2013/2014 - Giuseppe realizza 14 gol nelle prime 18 partite alla Fiorentina, ma nel gennaio 2014 scopre che il suo conto con la malasorte non è ancora chiuso. Stesso infortunio allo stesso legamento, ma lui non si abbatte: il Mondiale brasiliano è alle porte e Pepito non vuole perdere l’aereo. Torna in campo a inizio maggio, gioca gli ultimi tre match di campionato e segna anche due gol. Ma per il Brasile è ormai troppo tardi, Prandelli non lo chiama. La delusione è forte, lui non lo nasconde. Ma la tempra morale è d’acciaio e Rossi non molla. Volta pagina e comincia la preparazione verso nuovi traguardi, ma all’inizio di settembre 2014 deve tornare sotto i ferri e, fra speranze e ricadute, perde tutta la stagione.

Cinque operazioni - Ad agosto 2015 l’ennesimo rientro, ma la Fiorentina è cambiata e Paulo Sousa gli dà poco spazio. Giuseppe Rossi scalpita vuole giocare e a gennaio decide di emigrare al Levante, nell'amata Spagna, dove realizza 6 gol in 17 match, fino al passaggio al Celta Vigo in estate. Ma il 21 aprile 2017 deve uscire per un problema stavolta all'altro ginocchio. Dai primi accertamenti risulta la rottura del crociato del ginocchio sinistro.


IL PRESENTE E IL FUTURO - A quasi 31 anni, il guerriero Pepito non vuole smettere di lottare. La sfortuna lo ha colpito tante volte ma non l'ha mai abbattuto. In  una intervista rilasciata a AS ha parlato del suo futuro e della sua volontà di continuare a giocare nel vecchio continente: “Non tornerà al Celta Vigo. Ho già comunicato la volontà al Celta di non proseguire la mia avventura in Galizia. Vorrei rimanere in Europa, sono un calciatore ancora giovane".Tant'è che nelle scorse settimane Rossi si è proposto al Torino, squadra che al momento deve fare a meno proprio del suo miglior attaccante: Andrea Belotti. Il presidente granata Urbano Cairo e il direttore sportivo Gianluca Petrachi hanno valutato attentamente l'ipotesi di ingaggiare l'ex giocatore di Villareal e Fiorentina, ma alla fine i due dirigenti hanno deciso di non formulare un'offerta: Pepito Rossi quindi non vestirà la maglia del Torino e dovrà cercare un'altra squadra disposta a puntare su di lui. La speranza, comunque, è che Rossi dopo 7 mesi di stop torni presto sul campo. Per provarci un'altra volta.