Calciomercato.com

  • Il dio del calcio punisce chi troppo spreca

    Il dio del calcio punisce chi troppo spreca

    http://www.sport360.com/article/manchester-united-set-activate-dimitar-berbatov-contract-extension

    Oggi presentiamo il calciatore Brunori Sandri Matteo, classe 1994, che milita nel Foligno Calcio partecipante al Campionato di Lega Pro 1° Divisione Girone A.

     

    Nella stagione 2010/2011 è il capocannoniere della formazione Allievi, esordisce in Prima squadra nella gara dei play-out senza mostrare alcuna preoccupazione, ed è lui che durante l’incontro contro la Ternana fornisce l’assist per la rete che permetterà al Foligno di rimanere in Prima divisione. Nel campionato odierno 2011/2012 ha collezionato già 4 presenze. Frequenta la scuola media superiore ed è uno dei primi ad arrivare agli allenamenti. Entrando nei dettagli il suo ruolo è quello dell’attaccante esterno, ma sa districarsi benissimo anche come mezza punta. Alto 1,80 cm, ha una buona guida della palla, discreto il dribbling, ma la sua arma migliore è il calcio di destro; per il colpo di testa va a ripetizione per migliorarlo, in fase di possesso della palla si pone in smarcamento ed è abile nel passaggio, nella fase inversa ha una buona presa di posizione. Tatticamente è un calciatore disciplinato, fisicamente resistente. Dotato di due buone peculiarità, la positività e la responsabilità, a mio giudizio, credo, che se le manterrà il suo futuro sarà roseo. Domani avrà la possibilità di allenarsi con la rappresentativa della Nazionale Lega Pro Under 20 che sosterrà un allenamento di selezione per la stagione in corso presso lo stadio Comunale Anconetani di Pisa. In bocca al lupo Brunori!


     
    Quel maledetto primo tempo che agita davanti agli occhi degli azzurri l’illusione di una goleada (tre palle-gol fallite e due traverse) e il Bologna che se la ride, un tiro e un gol, raddoppiato nella ripresa quando il Napoli, spremutosi inutilmente nella prima parte della gara, non ha più forze per rimontare.Scandalosa sconfitta, ma il dio del calcio punisce chi troppo spreca e non la mette dentro.

    Meritatissima vittoria del Bologna (2-0) che arpiona il vantaggio e lo difende in massa, trovando anche il secondo gol nel pomeriggio favorevole e nel secondo tempo in cui il Napoli è sulle ginocchia, si sente perseguitato dalla malasorte e pian piano si arrende. Non ha più corsa, non ha più energie.

    Alla stazione di Bologna, il treno del terzo posto passa e se ne va. Vince l’Udinese (con i gol di due napoletani, Di Natale e Floro Flores), vince la Lazio. Friulani tre punti avanti agli azzurri (gli basterà un pareggio a Catania, ultima giornata, per entrare in Champions), laziali un punto avanti. Il Napoli scala dal terzo al quinto posto. Ben che vada sarà Europa League.

    Mazzarri aveva dato l’Udinese favorita nella corsa-Champions. Come si dice a Napoli? Se l’è chiamata. Però aveva anche convocato il popolo azzurro al Dall’Ara per l’ultima impresa. Diecimila napoletani, nel maestoso stadio bolognese, sono ancora lì, gelati da una sconfitta insopportabile.

    Primo tempo da disperazione totale. Il Napoli parte col piglio della squadra che vuole fare a pezzi l’avversario. In panchina Lavezzi, Mazzarri conferma il 3-5-2 con Hamsik che parte dalla linea mediana, Pandev in tandem con Cavani, Inler a comandare il gioco. E il Napoli lo comanda alla grande. Gioca alto e chiude nella sua metà campo il Bologna che lascia Di Vaio di punta e Diamanti a mezza strada, poi tutti dietro, difesa a cinque. Ma, come contro il Palermo, la squadra azzurra non trova sbocchi sugli esterni, perché Maggio non è Maggio e perché Zuniga balla inutilmente il suo tip-tap. Bisogna sfondare per linee interne che è sempre più difficile.

    La partenza del Napoli sorprende il Bologna. Hamsik comanda impegnando Mudingayi e costringendo Acquafresca ad arretrare per disturbarlo. Pandev contro Perez ha il sacro furore. Cavani si muove. Inler (avanzatissimo, in predominio su Diamanti all’inizio) dirige. Gargano sostiene il gioco, recupera e va. E’ un Napoli da spettacolo.

    Pandev allunga per Cavani che, messo giù in area, tocca a Zuniga che libera Hamsik davanti al portiere: Marekiaro tira addosso ad Agliardi (3’). Poiché il Bologna è tutto dietro, avanza imperiosamente Cannavaro. Gioca sulla destra e, nonostante Di Vaio (frastornato dalle feste per la sua ultima partita in rossoblù), si libera per l’attacco. Il Bologna rincula, fa spazio e il terzino azzurro molla una “lecca”, come si dice a Napoli, che va a stamparsi sulla traversa (7’). A questo punto c’è solo da aspettare che la vittoria si concretizzi.

    E, però, al primo affondo, il Bologna va in vantaggio. Le streghe. Ecco, ci sono le streghe sul campo. Morleo salta Cannavaro nel cross da sinistra, Acquafresca anticipa Britos per l’allungo a Diamanti, che Inler s’è perso, e Zuniga sta a guardare. Il centrocampista bolognese, libero, bello e con la zazzera al vento al centro dell’area batte imparabilmente De Sanctis (17’, anche un minuto maledetto).

    Non c’è da abbattersi. Il Napoli visto sinora può recuperare, ma in difesa andiamo male, squadra troppo sbilanciata. Sì che può recuperare il Napoli, ma è un pomeriggio contrario. Sulla punizione di Pandev (23’), la deviazione di testa di Cherubin finisce sulla traversa (forse c’è anche la mano di Agliardi a salvare). Né gol, né autogol. Che cos’altro deve fare il Napoli per vincere questa stramaledetta partita? L’ultima freccia al suo arco sibila fuori bersaglio. Sul lancio di Cannavaro, Cavani sorprende Britos (che invoca un fuorigioco inesistente) e supera con un pallonetto delizioso l‘uscita di Agliardi (28’). Delizioso, un corno! Il pallone tocca la parte superiore della traversa e si perde sul fondo.

    Si perde anche il Napoli dopo quattro occasioni gettate al vento. Ma, attenzione, c’è ancora un sussulto. Pandev smarca Cavani, il Matador è proprio solo anche stavolta, anticipa il tiro e la palla esce a lato (36’).

    Dopo tanto dispendio di energie e di gol, la ripresa vede un Napoli stanco e non più in grado di colpire. I cross sono fuori misura, gli errori si ripetono (le gambe non rispondono più). Nel secondo tempo, il Napoli non fa più un tiro in porta. Entra Lavezzi (54’ fuori Maggio), ma il Pocho non dà la scossa necessaria. Gioca lontano dall’area bolognese, sbaglia la prima palla, fa ghirigori inutili, non incide, molla un gran tiro di sinistro, alto. E’ tutto. Il Bologna rafforza la difesa (58’ dentro un terzino, Rubin, per l’attaccante Acquafresca che si è molto sacrificato in copertura). Entra Dossena per Britos (62’), Zuniga scivola a destra. Ma ora è tutto un Napoli confuso. Arriva la mazzata del raddoppio con Di Vaio che scavalca Cannavaro con un pallonetto e Rubin che si inserisce in area indisturbato: un giochino battere De Sanctis (64’). Ma questo Rubin chi doveva tenerlo? Gioca una mezz’ora da protagonista, il gol e un paio di assist.

    La partita del Napoli, che era già moribonda nella ripresa, muore definitivamente. Cannavaro deve salvare alla disperata su Di Vaio (73’ contropiede). Di Vaio butta fuori una ghiotta palla-gol servitagli da Rubin (74’). Hamsik e Pandev sono stanchissimi, Lavezzi fa una partita per suo conto. Il Napoli non ci crede più e il Bologna è una roccaforte (6-3-1). Sostituisce l’esausto Diamanti, imprendibile per gli azzurri, con Belfodil (80’). Conclude cercando il gol del saluto a Di Vaio, ma il cannoniere rossoblù manca due occasioni (83’ e 85’). Il Napoli incarta la sconfitta e anche le ammonizioni a Cavani e Aronica. Diffidati, salteranno l’ultima al San Paolo contro il Siena, domenica sera. De Sanctis evita il terzo gol (87’ tiro di Rubin, un difensore sbucato a fare l’attaccante contro il Napoli in scioglimento totale).

    Finale con rissa dopo un fallo di Zuniga su Belfodil. Spintoni, mucchio selvaggio. Rosso diretto per Dzemaili e Morleo. Quindi anche Dzemaili salterà il Siena. Ma che ne parliamo a fare? Campionato (terzo posto) finito. San Gennaro ha fatto il miracolo, il Napoli no.
     

     


    Altre Notizie