La storia del calcio che non viene raccontata sugli almanacchi ma nelle cene all’osteria ha bei capitoli dedicati alle fughe dai ritiri. Un tempo, però, si scappava per inseguire signorine più o meno avvenenti, più o meno eleganti. Oggi non è più così. Oggi lo si fa per correre dietro a una signora attempata ma evidentemente ancora ricca di fascino, oltre che di denari (aspetto quest’ultimo che non guasta, anzi). Si chiama Juventus, questa signora. 

Bernardeschi ha aperto la serie: certificato medico e niente ritiro con la Fiorentina. Sono bastati pochi giorni e i suoi desideri sono stati soddisfatti, ora corre felice tra le braccia dei bianconeri. Keita ha preso esempio, o forse no. Di sicuro la sua diserzione è clamorosa, una rottura traumatizzante con la Lazio, da sei giorni è nella sua casa di Barcellona e il solito benedetto certificato lo coprirà anche per tutta questa settimana. Aspetta la Juve, altrimenti si andrà in tribunale. Vabbè, dicono, Keita è uno scavezzacollo. A parte il fatto che nell’ultima stagione è stato professionale e professionista fino in fondo, bisogna sottolineare che a lui e Bernardeschi si è aggiunto un altro fuggitivo finora non noto per le sue intemperanze: Spinazzola, il quale spinge per tornare in bianconero un anno prima rispetto a quanto previsto dai contratti.

E’ sicuramente una coincidenza, ci mancherebbe. Però curiosa. E’ stata l’estate delle fughe: lo hanno fatto anche Kalinic e Dembelé. Ma nessun club ha l’effetto seducente di una signora vecchia come la Juve. Per lei si scappa da qualsiasi ritiro. Anche dalle finestre, se serve. Semmai è discutibile che Marotta giustifichi Spinazzola: «Il suo è un comportamento comprensibile, spontaneo». E se fosse Dybala a scappare dal ritiro, la penserebbe allo stesso modo? 

@steagresti
 

 
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