Voglio approfittare della sosta per approfondire un concetto molto semplice, ma che ormai mi sembra che alcuni non abbiano ben chiaro, ovvero: il Milan è un amore e nessuno decide chi è milanista e chi no.

Una cosa è certa, considerarsi "veri" tifosi di una squadra non significa essere disconnessi con la realtà, non significa dover negare l'evidenza, non significa dover elogiare per forza un proprio giocatore che segna su rimpallo, non significa omettere tutti gli errori che il capitano del Milan fa in campo, come non significa criticare oggi un allenatore appena esonerato quando fino a un mese fa lo difendevi ed esaltavi come l'artefice di Doha.

Si può anche credere alle balle societarie che ci propinano da mesi e all'arrivo dei "cinesi" solo per dormire sereni la notte, o perché lo sì deve/vuole fare per contratto e convenienza.

Questo però con l'amore non c'entra nulla, l'amore infatti non si vende e non si compra. Ognuno ama a suo modo. Io, proprio per rispetto alla mia fede e al mio Milan non posso chiudere gli occhi e fingere di non vedere o di non capire. E per fortuna ho scelto di non dover fare entrambe le cose per lavoro.

Ciò non toglie che la mia fede è e sarà sempre il Milan. I miei colori saranno sempre il rosso e il nero. Piaccia o no questa è la verità e ne vado fiero. Il mio tifo è sincero e ne sono legato per una marea di ricordi, belli e brutti, vittorie o sconfitte, com'è normale che sia per tutti gli amori sinceri. Il rispetto quindi non lo chiedo, ma lo pretendo!