Gentile Procuratore,

mi chiamo Massimo e gli amici della mia compagnia mi hanno affibbiato il soprannome di "moralista calcistico" perché non mi dimentico mai di moralizzare sui mali nostrani del calcio. Questa volta ho deciso di rendere pubblica la mia opinione su un tema già molto dibattuto e di certo non particolarmente originale e cioè la presenza massiccia di calciatori stranieri nel nostro campionato a discapito dei ragazzi italiani. Lo spunto questa volta lo ha fornito il giovane Cutrone, match winner nel derby tra Milan e Inter in occasione dei quarti di finale di Coppa Italia. Suo il gol (bellissimo!) della vittoria nonostante i pochi minuti di gioco che ha avuto a disposizione. Statistiche alla mano penso sia, ad oggi, anche il miglior realizzatore della sua squadra con 9 reti. E allora chiedo: perché le società italiane non lanciano i giovani calciatori anziché darli in prestito in campionati di seconda fascia dove molto spesso rischiano di perdersi? Perché l'Inter non punta su Pinamonti come ha fatto il Milan con Cutrone? Perché non si riducono gli slot anche per i calciatori comunitari come è stato fatto per gli extracomunitari? Questa ostinata esterofilia pallonara sta rovinando l'intero movimento calcistico italiano e da buon moralizzatore lancio anche un appello a procuratori e dirigenti: lavorate di più sullo scouting all'interno della nostra penisola anziché andare a cercare fortuna sempre all'estero. In Sicilia, Calabria, Campania (e in altre regioni del Sud Italia) ci sono calciatori da salvare e a cui dare l'opportunità di misurarsi in campionati più competitivi. Grazie per l'attenzione. Moralizzatore '75



Caro Moralizzatore '75,
penso che lei sia uno dei 60 milioni di italiani a pensarla così.
Siamo tutti portati a puntare il dito su quello che non va nel calcio italiano, soprattutto a seguito della mancata partecipazione della nostra Nazionale ai mondiali in Russia. Ma cerchiamo di dare risposta ai suoi interrogativi. I calciatori che escono dalle Primavere sono "fortunati" se vanno a giocare - con la formula del prestito - tra i grandi, in Serie C o in Serie B. A mio avviso il problema è a monte, vale a dire che il campionato Primavera dovrebbe essere sostituito dal campionato professionistico delle seconde squadre (come avviene in Spagna, ad esempio). Perché l'Inter non punta su Pinamonti? Le rispondo così: anche il Milan non aveva puntato su Cutrone, che era destinato ad andare in prestito altrove. Quanto alla limitazione dei calciatori comunitari nel nostro campionato, ritengo che non ci sia nulla da fare per via del principio della libera circolazione dei lavoratori all'interno dell'Unione Europea. E anche qui mi permetto di aggiungere che bisognerebbe, invece, porre dei limiti ancora più ferrei ai trasferimenti internazionali dei calciatori minorenni (art. 19 del Regolamento FIFA), in quanto molto spesso le norme vengono aggirate con vari escamotage sospesi tra la legalità e l'illegalità. Condivido, infine, il suo appello rivolto a noi procuratori e ai dirigenti stessi di fare scouting nelle regioni del Sud Italia dove possono mancare anche le strutture, ma non certo i giovani calciatori di grande prospettiva dotati oltre che di estro, di fame e voglia di emergere. Con queste risposte mi aggiungo anch'io alla nutrita schiera dei moralizzatori calcistici italiani!

E voi, cari utenti di calciomercato.com, che cosa ne pensate? Ritenete che i troppi stranieri nel nostro campionato stiano nuocendo all'intero movimento calcistico italiano oppure che le cause della crisi pallonara nazionale siano da ricercare altrove?

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