Ecco i nostri voti alla quinta giornata di campionato.

10 MARAN. Il suo Chievo è lassù, in mezzo alle grandi. Mai grandi acquisti, sempre grande buon senso. La società sa muoversi, lo dice la storia, ma questo allenatore è sottovalutato.

9 L’ITALIANO DI DE BOER. Ha capito il nostro campionato, prova già a parlare la nostra lingua: due segnali di intelligenza e umiltà. Ci aveva lasciato molti dubbi all’inizio della sua avventura nerazzurra, li sta cancellando tutti.

8 I GIOVANI DEL MILAN. Ha battuto la Lazio con sei giovani nati dal ’92 in poi: De Sciglio e Suso, Niang e Romagnoli, Calabria e Donnarumma (tutti titolari, poi è entrato anche Locatelli). Un patrimonio da lasciare in eredità ai cinesi, quando arriveranno.

7 VERDI. A proposito di Milan: incredibile però che sia stato ceduto per una miseria - addirittura un milione e mezzo! - un ragazzo dai colpi di Simone Verdi. Ora se lo gode il Bologna, anche con la Samp s’è inventato un gol fenomenale.

6 ALLEGRI. In fondo non era difficile: Pjanic mezzala e, soprattutto, Higuain in campo. Tutti al loro posto e la Juve riprende la marcia. Il voto è la sintesi tra l’insufficienza grave per la formazione schierata contro l’Inter e la sufficienza per le logiche scelte anti-Cagliari.

5 NAPOLI. Sarri lamenta la latitanza della società in un momento così delicato e sottolinea che non dovrebbe essere lui ad attaccare l’arbitro per i due errori decisivi di Genova. Ha ragione: il club latita. Ma perché?

4 GIAMPAOLO. Era partito bene, poi s’è infilato in un tunnel: tre sconfitte consecutive sono troppe. Anche perché la squadra in alcune circostanze - ad esempio a Roma - non ha affatto deluso. Ma se perdi quando giochi bene o benino, deve scattare l’allarme.

3 CAGLIARI E CROTONE. Okay, Juve e Roma sono di un altro pianeta, ma sardi e calabresi sono apparsi troppo arrendevoli. Soprattutto la squadra di Rastelli, che ha ceduto subito a Torino rischiando il tracollo. La sensazione è che abbiano preferito risparmiare le forze per incontri alla loro portata. Sbagliando.

2 DAMATO. Incredibile che non abbia visto il rigore di Ocampos, il quale ha abbracciato il pallone proprio davanti ai suoi occhi. E c’era anche il penalty su Milik, nella ripresa. Le lamentele di Sarri a volte sono stucchevoli, ma stavolta ha ragione: se un allenatore sbaglia, va a casa. Ergo: mandate a casa Damato.

1 GASPERINI. Non è riuscito a prendere in mano l’Atalanta, che per ora è la delusione del campionato. E ha anche creato attorno a sé un clima pessimo, a cominciare dalla lite con esclusione di Sportiello, uno tra i migliori portieri della nuova generazione. Difficilmente sboccerà l’amore tra lui e Bergamo.

0 LA VERGOGNA DI PISA. Escursione in Lega Pro per raccontare di quel fenomeno di Gattuso (voto 10) il quale lotta con il coltello tra i denti affinché Pisa continui a vivere il sogno della B. Ma i giocatori non prendono lo stipendio, i proprietari (reali e aspiranti) ne combinano di tutte, la Lega di B ha consentito l’iscrizione al campionato a un club travolto dal caos anche a livello economico. La speranza è che Rino non molli, ma lui e i suoi meritano molto, ma molto di più.

@steagresti

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