Divisi dalla fede politica, uniti dalla coerenza: ecco perché Cristiano Lucarelli, intervistato dal sito Cittaceleste.it, difende Paolo Di Canio dopo l'esclusione da Sky a causa del tatuaggio inneggiante dal Duce. "Ci siamo sempre salutati e rispettati, mi piace la gente che porta avanti le proprie idee - spiega l'ex capitano del Livorno -. Indipendentemente dagli ideali, ha avuto il coraggio di portare avanti le proprie idee e quindi va ammirato e rispettato. Anzichè avere giocatori lobotomizzati, preferisco un confronto aperto con chi porta avanti le proprie idee. La sospensione da Sky è una cosa grottesca: conosciamo le idee di Di Canio, non capisco questa mossa, è stata paracula la scelta di sospenderlo, è come se si fosse scoperto l'acqua calda. Io sono dalla sua parte. La rivalità tra Lazio e Livorno? Sono questioni uscite fuori tardi: io sarei andato alla Lazio tranquillamente. Le due tifoserie hanno idee diverse, non si pensava neanche che potesse esserci una differenza profonda. Politica o non politica la tifoseria della Lazio merita rispetto perché l'ha sempre sostenuta soprattutto nei momenti difficili. Le differenze ci sono in tutte le cose del mondo". Poi, sul suo possibile "erede" calcistico: "Mi auguro che sia Pavoletti, credo che sia quello che possa fare tanti gol come li ho fatti io. Fece 15 gol in serie B, mi allenai con lui per un mese. Lo segnalai per la Primavera del Parma a Ghirardi. Fu deciso di non fare quella scommessa: venne preso dal Sassuolo e da lì è iniziato il suo percorso che lo ha portato al Genoa”.