Il calcio è quel posto dove tutto è instabile e dove tutto può cambiare da un momento all’altro. Perché il calcio è dinamico, così come chi lo pratica, che nel giro di un mese può passare dall’Olimpo dei campioni alle critiche più aspre o, magari, compiere il percorso inverso. Davanti agli occhi abbiamo due esempi che ben raccontano la schizofrenia di questo mondo mutevole: Bonucci e Skriniar. 

ENTUSIASMO PER LEO - L’ex juventino era stato accolto a Casa Milan da una folla festante, con centinaia di tifosi eccitati alla sola idea di vederlo in campo con la fascia al braccio: Bonucci rappresentava, un mese fa, la pietra miliare posta sull’intera campagna acquisti della società rossonera, capace di strappare all'armata Juventus uno dei suoi cardini. Poi l’imprevedibilità del calcio ha scombussolato tutto e resettato ogni entusiasmo. Perché in queste prime uscite l’ex bianconero non ha né brillato né fatto valere la propria leadership, quella che invece gli avevano riconosciuto altrove. La gara contro la Lazio ha evidenziato le difficoltà del capitano rossonero, che il giorno dopo il match si è meritato parecchi 4,5 in pagella. Sarà solo un avvio complicato, come spesso accade nel calcio. Un periodo di adattamento alle richieste del nuovo allenatore, ma intanto il vento inizia a soffiare diversamente. È bastato solo un mese. Pazzesco il calcio. 

SKRINIAR TITOLARE? - Qualche metro più in là, sull’altra sponda del naviglio, c’è chi ha solcato il percorso in direzione opposta. Parliamo ovviamente di Milan Skriniar, difensore centrale, proprio come Bonucci, arrivato tra la diffidenza generale di tifosi e addetti ai lavori. Tanto che per mesi negli ambienti pallonari si continuava a pronunciare la stessa frase: «Non sarà mica lui il titolare accanto a Miranda, adesso arriverà un centrale d’esperienza». E invece Sabatini a Riscone di Brunico fu perentorio «Vedrete quanto diventerà forte Skriniar». In pochi gli credettero, anche perché nelle amichevoli in ritiro il ragazzo appariva un tantino brutto da vedere. Poi il “miracolo” della scorsa domenica, con l’intero San Siro ad applaudire ogni sua giocata. Un onore che la Scala del calcio concede a pochi. 

Il calcio è anche questo, un incredibile miscelatore di storie che scombina ogni calma apparente, restituendo agli appassionati tutto e il contrario di tutto. Noi osserviamo da fuori con gli occhi sorpresi di chi non si abituerà mai a certi processi, ma consapevoli del fatto che tra un mese ogni certezza potrà essere sovvertita dal ciclo degli eventi.