Appena pochi mesi fa il mercato sembrava destinato ad avere un solo padrone: l'Inter del gurppo Suning. E dopo oltre un mese di trattative, in effetti, Milano è regina degli acquisti: l'unico problema è che a brillare è stata la metà rossonera della città. Il Milan, infatti, ha rifondato completamente la squadra, mettendo a referto colpi di livello mondiale come Bonucci e André Silva, mentre l'Inter è rimasta al palo, con i soli Skriniar e Borja Valero arrivati alla corte di Luciano Spalletti.

FAIR PLAY FINANZIARIO - La potenza di fuoco di Suning sembrava imbrigliata solo dai paletti imposti dal Fair Play Finanziario, che ha costretto la dirigenza nerazzurra a focalizzarsi sulle cessioni nel primo mese di mercato. Dopo il 30 giugno, però, non c'è stata l'impennata di arrivi che tutti i tifosi si aspettavano e, anzi, l'Inter ha continuato a restare immobile sul mercato. Le promesse di rendere da subito competitiva la squadra non hanno trovato riscontro in queste settimane, durante le quali Sabatini ed Ausilio si sono limitati a formalizzare due acquisti già chiusi a giugno: Skriniar e Borja Valero. Tutti i nomi di spessore, da Di Maria a Nainggolan, restano solo un miraggio per l'Inter e per il popolo nerazzurro, sempre più spiazzato da questo immobilismo.

PROGETTO - I tifosi nerazzurri sono sempre più spazientiti, costretti ad osservare i grandi colpi delle rivali di sempre. E quelle promesse fatte da Suning, al momento, iniziano ad avere il retrogusto della beffa. Alla base di questa scelta della società, però, c'è una linea chiara, riconducibile a ciò che negli ultimi anni è sempre mancato all'Inter: un progetto. Il Milan non può essere preso come metro di paragone per il mercato nerazzurro perché, a differenza della banda Spalletti, i rossoneri dovevano rifondare completamente la rosa; cosa non prevista per questa Inter, che a giudizio di Suning ha valori tecnici importanti, non rappresentati dal piazzamento dello scorso anno. Ecco perché questa fase di stallo: Spalletti vuole prendersi del tempo per valutare al meglio gli effettivi di una rosa già di ottimo livello, per fare investimenti mirati e, soprattutto, funzionali al progetto. Lo spettro dei flop Gabigol e Joao Mario, infatti, è troppo recente per essere dimenticato da Suning, che non ha intenzione di commettere lo stesso errore dello scorso anno: spendere tanto per spendere.

FUTURO LUMINOSO - L'Inter, quindi, sta vivendo una fase di stallo ponderato, finalizzata ad evitare altri buchi nell'acqua come avvenuto nel recente passato. Il progetto resta ambizioso, ma non vuole essere frettoloso: la grandezza si costruisce con il tempo, e Sabatini è maestro in questo senso. L'Inter farà un grande mercato, forse non in senso assoluto ma relativamente alle necessità della squadra, e sarà attrezzata per lottare per i primi quattro posti. La strategia è semplicemente cambiata: no a giocatori strapagati e poco funzionali, ora c'è una linea chiara da seguire che richiede attenzione e tanto studio.