Basta una rimaneggiata alla prossima edizione del libro. Si conclude con una soluzione da correttori di bozze il putiferio scatenato dall’autobiografia di Mauro Icardi. Si interverrà sui passaggi che hanno fatto infuriare gli ultras, e li si farà sparire. Come non fossero mai esistiti. E davvero non si ricorda un precedente di crisi, nei rapporti interni all’ambiente di una società di calcio, che sia stata risolta con una modesta operazione di editing. Il giocatore mantiene pure la fascia di capitano, e questa scelta viene letta come una dimostrazione che la società non si lasci condizionare dalla pressione della curva. Rispetto a questa prova d’impermeabilità alle pressioni, nulla da dire. Piuttosto bisognerebbe guardare a monte del problema, e chiedersi come diamine sia stato possibile affidare la fascia di capitano a uno così. Ma siamo nel campo delle opinioni personali, sicché meglio soprassedere.

Dunque la situazione è ufficialmente chiusa. Che sia anche risolta è un altro discorso. Bisognerà vedere quale sarà da qui in avanti l’atteggiamento della tifoseria (curva in primis) nei confronti del giocatore. E inoltre, per valutare il peso degli strascichi si dovrà aspettare il prossimo momento di tensione. Piuttosto, è un altro l’aspetto su cui vale la pena soffermarsi. L’operazione di editing, con annesso ritiro delle copie di prima edizione dagli scaffali delle librerie, pone una situazione curiosa. Chi si ritrovi fra le mani una copia di quella prima edizione è in possesso di un oggetto che fra poco sarà introvabile. Disporrà della versione del libro che ha scatenato il putiferio, quella in cui Icardi ha vergato una serie di fanfaronate, compresa quella sul centinaio di malviventi da far venire in Italia per scatenarsi contro gli ultras nerazzurri. Praticamente, quelle copie dell’autobiografia di Icardi rischiano di essere come il Gronchi rosa, il famoso francobollo celebrativo di una visita di stato in Sud America condotta dall’allora presidente della repubblica Giovanni Gronchi, e immediatamente ritirato perché tracciava confini geo-politici del Perù non corrispondenti a quelli dell’epoca. Dal giorno successivo il Gronchi rosa è diventato uno degli oggetti di maggior feticismo per i collezionisti.

La prima edizione dell’autobiografia di Mauro Icardi si candida a andare nella medesima direzione. Una sorte esagerata, per un’opera altrimenti priva di qualsiasi interesse letterario. Ma in fondo l’eccesso è sempre stato la misura del personaggio. E il libro sulla sua vita non poteva certo sottrarsi a questa piega.

@pippoevai