"Il mercato dell’Inter è in attesa di un’impennata che possa sovvertire l’inerzia di queste battute iniziali. “Ci stiamo muovendo bene e in silenzio”, aveva affermato Walter Sabatini poco meno di un mese fa, ma quando mancano 37 giorni all’inizio del campionato, i tifosi nerazzurri iniziano a mostrare insofferenza circa le mosse di mercato della società di corso Vittorio Emanuele. A tal proposito l’ex dirigente della Roma ha parlato in conferenza stampa da Riscone di Brunico, dove la squadra nerazzurra sta effettuando il ritiro".



Che rapporto c'è tra Inter e Jiangsu?
"Il rapporto deve ancora maturare ed essere sviluppato. Suning è una grande potenza che ha deciso di investire nello sport e che pretende ci sia un'osmosi tra le due civiltà. Un interscambio culturale. Questo processo è in atto e io sono orgoglioso di poterne essere interprete. È una cosa nuova, che non si fermerà qui. Anche perché Suning vuole allargare i propri domini a livello geografico e nel mio immaginario, che coincide con quello di Zhang, c'è quello di creare un circuito di calciatori importanti che facciano capo all'Inter, che poi è la società maggiormente esposta".

Rassicura i tifosi?
"L'Inter è una società di grande prestigio e quindi non hanno dovuto combattere troppo per avermi. Ho accettato questo incarico con enorme orgoglio. Non facciamo colpi per rispondere alle altre società, io ammiro il Milan per tempetività, ma non lo considero un modello. Noi abbiamo una strategia condivisa e sappiamo cosa vogliamo fare e come integrare la squadra. Il Milan ha fatto la scelta di ribaltare la rosa, noi abbiamo fatto un'altra scelta preventiva ed è impoetante che i tifosi lo sappiano. Noi vogliamo vedere che segnali ci daranno i ragazzi e nel frattempo lavoreremo sulle integrazioni perché questo è un gruppo forte e mi auspico che i nuovi arrivi possano cambiare anche la chimica di questo spogliatoio". 

Perché l'Inter non si è ancora scatenata sul mercato?
"Perché ci si scatena anche in maniera silenziosa senza mosse pirotecniche da offrire a stampa e tifosi. L'Inter si sta muovendo, a volte anche sbattendo contro alcune società interpellate e per questo ci vuole tempo. Faremo le cose necessarie e giuste affinché la squadra possa avere la giusta spinta per competere ad alti livelli. Io sono testimone del grande lavoro che hanno svolto Ausilio e Gardini prima del 30 giugno. Non mi hanno sorpreso perché li conosco, ma nel vederli lavorare mi hanno sorpreso perché ho visto che lavorano con velocità e qualità".

Perisic andrà via o no?
"Nel corso del tempo ci conosceremo. Non sono un grande tattico da sala stampa. Il nostro tecnico ci chiede reiteratamente di tenerlo, ma noi teniamo solo chi vuole restare. C'è un forte interesse del Manchester, che conosce cosa pensiamo a riguardo. Il prezzo di Perisic lo fa l'Inter perché è un calciatore formidabile e se non ci sono contropartite adeguate non lo faremo partire. Poi mi auguro anche che lui mantenga in queste circostanze l'atteggiamento giusto. Ma so quanto Spalletti riesca a trasferire l'idea di comportarsi in una certa maniera". 

Chi ha vissuto l'Inter ha visto grandi crisi di identità. Questa cosa la preoccupa?
"Al momento no. Arrivando qui ho avuto la necessità di simboli e sentimento e quindi sono andato a rendere visita a Moratti. Gli ho detto «penserà mica che io inizi la mia esperienza all'Inter prima di prendere un caffè con lei?». Ero certo che lì dentro avrei trovato l'Inter, quella che da piccolino mi ha fatto soffrire. Poi ho anche ricevuto il benvenuto da parte di Pellegrini. Vivo l'Inter come una grande possibiità".

L'Inter vista da fuori sembrava aver bisogno di almeno quattro o cinque titolari di esperienza
"Per adesso abbiamo acquisito due calciatori, uno dei quali Skriniar, dal quale ci aspettiamo molto. Il nome roboante rassicura anche me perché poi artrivano i tifosi a fare gli applausi, ma noi abbiamo preso questo ragazzo che è molto forte. Poi abbiamo preso un grande catalizzatore di gioco come Borja Valero, che offrirà tante soluzioni a Spalletti. Sono due operazioni molto importanti anche se non roboanti. Noi siamo molti soddisfatti di questi due acquisti, ma sappiamo anche che dovremo fare altre cose e le faremo. Siamo di buon gusto e puntiamo a giocatori di grande rilevanza che è difficile strappare alle altre società. Parlo ad esempio di Dalbert, che per richiesta del Nizza abbiamo accettato di allungare i tempi di acquisizione. Oltre a Dalbert ci sono anche altri giocatori sotto il nostro controllo e vogliamo portarli a casa. È tutto in divenire e capiremo anche quello che ci chiederà Spalletti, che improvvisamente potrebbe decidere di puntare su alcuni calciatori che sono attualmente in ritiro. Faccio l'esempio di Emerson Palmieri, inizialmente sbeffeggiato da tutti, mentre lui ne aveva subito intuito le potenzialità".

Profili alla Vidal o alla Di Maria possono arrivare a prescindere dall'ingaggio?
"Fatto salvo che Di Maria possa essere una priorità dell'Inter. Dobbiamo essere sicuri che possa essere qullo giusto e potrebbe non essere così. Sulla questione ingaggi, può essere un problema per tutte le società. Ci deve essere un rapporto tra entrate e uscite che deve essere rispettato, ma non preoccupatevi, perché di fronte a situazioni determinanti Suning non si tirerà indietro. Non con buona pace di chi guadagnerà meno, ma questi ultimi dovranno fare di tutto per mettersi poi allo stesso livello degli altri".

È possibile che per l'Inter sia difficile compiere blitz di mercato? Sembra che la catena di trasmissione sia rallentata.
"Su questo miglioreremo perché c'è grande predisposizione da parte di Suning. Rientra a far parte della cultura, dovremo fare dei passi noi e dovranno farne anche loro. Io poi sono abituato a fare cose e a non raccontarle neanche a me stesso. Ma Suning è un gruppo ambizioso e farà tutto quello che c'è da fare"

Come mai ha scelto Capello come allenatore?
"È stata condivisa da Suning perché avevano bisogno di una personalità carismatica che fosse garante delle ambizioni di Suning. Capello è stata una sorpresa enorme anche per me perché lo immaginavo più stanco e invece sta facendo un lavoro incredibile e aggressivo".

Ci dice come è maturata la scelta di Spalletti?
"Definirei questa scelta spontanea e fisiologica, anche se ci sono stati altri candidati. Ci ha lavorato già Ausilio quando io ero disoccupato a casa e questo ha agevolato la cosa. Spalletti è un allenatore fortissimo e voi stessi sarete in grado di riconoscere ciò. È un uomo forte ed esprime le sue qualità nel lavoro e nei rapporti con le persone e con il mondo. È il dirimpettaio della follia, un teatrante, ma sa quello che vuole e come ottenerlo. Questa Inter ha bisogno di un uomo alla Spalletti".

Quando è venuto qui Spalletti si è riferito ad alcune vostre promesse. Quali sono?
"È vero, gliele abbiamo fatte. Vogliamo integrare questo gruppo con i calciatori che serviranno. Ma vogliamo uomini che possano stare dentro questo progetto, non vogliamo calciatori sperimentai". 

L'anno scorso l'Inter ha sbandato a livello dirigenziale. Quale sarà la sua figura? Prenderà lei le decisioni?
"Io spiego le decisioni, non le prendo. Sono un uomo trasversale, ispiro decisioni, ma sono pronto a cambiar le mie a chi dimostra che ha ipotesi migliori delle mie. Non sono un cane da guardia e non faccio controlli su nessuno, ma tutto ciò che si ipotizza per l'Inter deve passare da me. Ma con Ausilio c'è un grande rapporto ed io sarò per lui un supporto". 

Ci sarà bisogno di cessioni importanti?
"Non abbiamo bisogno di vendere, potremmo, semmai, decidere di vendere. Dobbiamo fare delle valutazioni e faremo delle scelte a metà tra questioni economiche ed eventuali giocatori in entrata".

Seguite Nainggolan?
"Non riesco a capire perché è un giocatore che è sempre nella mia testa. È una possibilità per l'Inter, ma la ritengo un'operazione impossibile. Ma continua ad essere un nostro desiderio e lo ammetto senza difficoltà. Ma credo che la Roma lo proteggerà fino in fondo. Parlo di lui per dire che siamo a disposizione se dovessero sorgere problemi".

Sanchez è un obiettivo?
"Sanchez non vuole venire in Italia".

Perché pensa che Di Maria non sia adatto?
"Serve una dose ragguardevole di gol per sollevare Icardi da questo problema atavico. Di Maria non è il giocatore di cui abbiamo bisogno"

Esclude una contropartita dello United per Perisic?
"Hanno tanti giocatori forti, ma in realtà siamo noi che dobbiamo fare il prezzo e decidere"

Pinamonti è il vice Icardi?
"Mi auspico che lo sia. Vediamo cosa dice Spalletti ma pare sia molto impressionato dal ragazzo. I presupposti ci sono"

Vidal interessa?
"È un profilo da Inter. Ci piace molto anche se è diverso da Nainggolan. Proveremo a capire se ci sono i presupposti per arrivarci"

Cosa pensano di Nagatomo i proprietari cinesi?
"Ho sentito parlare di Nagatomo solo da Spalletti che mi ha detto che vorrebbe tenerlo qui perché gli piace molto. Ma in quel ruolo ne arriveranno altri e quindi vedremo cosa fare. C'è una percentuale sopportabile che rimanga all'Inter".