L'edizione odierna della Gazzetta dello Sport analizza la partita tra Inter e Fiorentina e spiega come i nerazzurri abbiano a tratti ripetuto gli stessi errori visti anche in Israele.

"Le super deluse d’Europa si regalano una sfida infarcita di gol ed emozioni, finezze e svarioni, discese ardite e risalite. Il derby delle squadre interrotte rilancia l’Inter e caccia più giù la Fiorentina dell’ambiente inquieto e del tecnico contestato (ma solo dai tifosi). Con l’Inter non ci si annoia mai, questo è certo. Anche quando pensi che la partita è già chiusa, che si può archiviare con grande anticipo, la sorpresa è dietro l’angolo. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. E quasi quasi l’Inter ripete la gara con l’Hapoel. Come in Israele, le gambe hanno cominciato a tremare e le idee a farsi confuse quando si poteva stare tranquilli. Con una differenza sostanziale: là aveva l’uomo in meno, qui ha giocato con l’uomo in più per un tempo intero, per l’espulsione - fin troppo severa - di Gonzalo Rodriguez, che atterra Icardi da ultimo uomo ma non in chiara occasione da gol. Non l’unico errore di Damato che non ha fischiato un rigore per la Fiorentina. Comunque sia, la notizia è che sul 3-0 dopo 19 minuti (la Fiorentina ha fatto peggio della Juve che ne aveva subiti 3 in 29’ a Genova domenica), l’Inter è riuscita lo stesso a tremare e rischiare di farsi raggiungere. Si ringrazia per lo spettacolo, ma le coronarie dei tifosi sono messe a dura prova".