Doveva arrivare, ed era inevitabile in una corsa apparsa senza sosta negli ultimi tre mesi. Il primo flop, la prima insufficienza di Roberto Gagliardini con la maglia dell'Inter, ha fatto rumore anche perchè proprio partendo dai suoi errori il Torino è riuscito a costruire una gara che ha messo in difficoltà la squadra di Stefano Pioli costringendola, con il 2-2 finale, a mettere da parte (salvo clamorosi risultati) il sogno di un ritorno in Champions League.

PORTATO AL LIMITE - Fin dal suo approdo a Milano, nel corso dell'ultimo mercato invernale, Gagliardini è stato individuato come l'equilibratore di una squadra ampiamente slegata. L'ex centrocampista dell'Atalanta è apparso l'unico in grandissima forma in mezzo al campo nel corso del mese di gennaio e febbraio tanto da essere schierato da Pioli con costanza in ogni partita giocata. Gagliardini ha giocato ogni gara disputata dall'Inter nel nuovo anno, compresi gli ottavi di finale di Coppa Italia contro il Bologna finiti ai supplementari e ad eccezione del solo quarto di finale perso contro la Lazio.

SERVE UN'ALTERNATIVA - Nessun turno di riposo e una presenza a tutto campo estremamente dispendiosa che si è riflessa, per la prima volta in stagione, nell'insufficienza col Torino. Tantissimi passaggi sbagliati, anche ravvicinati, e il confronto atletico perso sia con Lukic e Acquah che perfino con il compagni di reparto Geoffrey Kondogbia, apparso lui si, in netta ripresa. Un calo inevitabile frutto di una titolarità indiscussa ma che, anche in vista della prossima stagione, non potrà essere sottovalutato. Il futuro dell'Inter è ovviamente suo, ma Gagliardini non può essere l'unico insostituibile del centrocampo nerazzurro. Dal mercato servirà un'alternativa di livello e non è un caso che l'accostamento dell'Inter al centrocampista della Roma Kevin Strootman (molto simile a Gagliardini per caratteristiche) sia sempre più frequente.