Una sostituzione mal digerita, un volto cupo in panchina dopo una sostituzione quantomeno immeritata. Rafinha si stava (lentamente) prendendo l'Inter, ma Luciano Spalletti non ha avuto pietà e, dopo l'errore sottoporta al minuto 71 contro l'Atalanta è arrivata l'ennesima sostituzione, la sesta su sei nelle gare in cui è partito da titolare. Eppure, errore a parte, il centrocampista brasiliano era stato uno dei più propositivi, l'unico in mezzo al campo in grado di trasformare l'azione da difensiva in offensiva.

RAFINHA E ' STANCO - A fine gara l'allenatore nerazzurro ha giustificato il cambio parlando di stanchezza e di poca lucidità: "L'Atalanta è stata meglio di noi, ma qualche volta siamo andati dentro con Rafinha che non ha avuto la gamba". O ancora: "Rafinha scontento? Gli dispiaceva per l'errore e per un palla sbagliata a Cancelo". E infine: "Rafinha l'ho tolto perchè l'ho visto stanco. Era stanco nel secondo tempo, ma anche nel primo ha dato qualche problemino". Un segnale chiaro e un messaggio importante: dell'ex-Barcellona Spalletti non si fida ancora al 100%.

DI CHI E' LA COLPA? - Rafinha era stanco? Probabilmente sì, ma la colpa è anche e soprattutto dell'allenatore toscano. Parlando di modulo, Spalletti ha confermato che la svolta tattica verso una difesa a 3 sarebbe servita per portare Perisic e Rafinha più vicini a Icardi. Una svolta che, però, non corrisponde alla realtà della gara poichè, analizzando l'heat map e la touch map (foto Twitter) del centrocampista, si nota come Rafinha sia stato costretto per tutta la gara ad abbassarsi costantemente sulla trequarti difensiva per aiutare l'uscita della palla dalla difesa.

TROPPO SOLO - Di fatto Rafinha si è ritrovato costretto a coprire oltre 70 metri di campo in corsa
anche perchè mal supportato nè da Borja Valero, un fantasma in mezzo al campo, nè da Mauro Icardi, troppo spesso isolato e mal posizionato per aiutare i compagni. Rafinha è stanco, è vero, ma è anche l'unico che può dare una svolta offensiva in questa Inter. Va aiutato e supportato, Spalletti ci pensi.