Cosa può unire uno spogliatoio diviso? Un obiettivo o un nemico in comune. L'Inter non può far altro che ripartire da questi due principi per compattare una rosa composta da ottimi giocatori ma che, come confermato ieri dal ds Ausilio, fatica ad essere solidale al suo interno. L'obiettivo non può che essere il ritorno in Champions League e il nemico comune, facilmente, dovrà essere la Juventus che è vicinissima ad eguagliare quanto fatto dai nerazzurri nel 2010.

LE PAROLE DI AUSILIO - Proprio Ausilio ha infatti confermato ieri (LEGGI QUI) le divisioni presenti ad Appiano Gentile: "Manca il senso di solidarietà, non sono riusciti a creare il gruppo per questioni di etnia, di età, ma anche di personalità e valori umani. Non sono un gruppo solidale tra loro, ci sono  tanti gruppetti e tanta gente che pensa a se stessa. Ognuno non fa più del suo, non c’è grande personalità e forza d’animo".

LA SOLUZIONE? COMPRARE IN SERIE A - Ausilio ha ragione, negli ultimi anni sono stati comprati tanti ragazzi provenienti da campionati esteri che faticano a conoscere le rivalità e la necessità di essere un gruppo compatto che invece è fondamentale per far bene in Serie A. Per questo l'Inter ha bisogno di costruirsi un nemico comune, ed è facile individuarlo nella Juventus. Per farlo, quindi, servirà cercare di acquistare giocatori che già conoscono la rivalità con il club bianconero.

DA BERARDI A NAINGGOLAN - Giocatori che provengono dalla Serie A, non necessariamente italiani, ma che hanno vissuto sulla propria pelle la supremazia inarrivabile della Juventus negli ultimi sei anni. Un giocatore come Radja Nainggolan, perfetto nel ruolo di anti-juventino a Roma e per la Roma, ma anche Domenico Berardi che alla Juve ha saputo più volte dire di no sul mercato sono due profili ideali. L'Inter deve ripartire da qui, da un mercato che porti giocatori e un allenatore con valori trasmissibili a chi nell'Inter c'è già.