Una foto di Pagliuca ritocatta con la sua faccia attaccata sul corpo dell’ex portiere dell’Inter raffigurato in una figurina Panini. Daniele Padelli, interista da sempre, ha conservato a lungo quell’immagine, l’ha addirittura portata con sé nel giorno della presentazione a Riscone di Brunico, dove finalmente ha potuto realizzare il sogno di una vita: gioca per l’Inter, la sua squadra del cuore. Scherzi del destino o potenza dei sogni, sta di fatto che ieri sera Padelli ha dato ulteriore senso a quel suo essere interista, portando avanti l'Inter in Coppa Italia grazie alle sue grandi parate. 

UTILE COME HANDANOVIC - Daniele Padelli a 32 anni, non troppi per un portiere, ha accettato di fare il secondo a Samir Handanovic, elemento imprescindibile per Luciano Spalletti. Spesso la critica ha evidenziato l’importanza del numero uno sloveno per l’Inter, dato che molte volte l’ex Udinese ha tolto ai nerazzurri le castagne dal fuoco. Con le sue parate, anche quest’anno, Handanovic ha regalato all’Inter qualche punto prezioso da mettere in cascina. Ma la gara di ieri sera ha offerto ai nerazzurri una certezza in più, dato che Padelli si è dimostrato assai utile quando chiamato in causa. 

L'UNICA ECCEZIONE - L’ex Torino è uno dei pochi sorrisi che la complicata serata di ieri ha regalato a Luciano Spalletti. Per la gara contro il Pordenone il tecnico toscano si era affidato a molte riserve, ma nessuno si è mostrato al pari dei titolari, rischiando la storica figuraccia proprio di fronte al pubblico del Meazza. Dalbert e Karamoh non hanno brillato, Cancelo ha alternato cose buone a qualche disattenzione, Eder e Pinamonti quasi invisibili. Insomma, le riserve non hanno giocato la gara della vita, fatta eccezione per Daniele Padelli. L’ex portiere del Torino già nei 90’ di gioco era stato decisivo deviando sulla traversa una conclusione di Magnaghi diretta a rete, poi si è superato una volta arrivato ai rigori, quando ha neutralizzato due tiri dagli undici metri e consentito all’Inter di passare al turno successivo. Una partita da protagonista con addosso la maglia della squadra per cui da sempre fa il tifo: forse Padelli non poteva neanche immaginarlo quando ritagliava quella figurina di Pagliuca. 
 
 

“Non lo disse ad alta voce perché sapeva che a dirle, le cose belle non succedono”

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