La differenza tra i due sta sia nella forma che nella sostanza, nonostante le circostanze fossero simili. Il desiderio di lasciare Milano ha turbato sia Perisic che Kondogbia, ma il primo - nonostante tutto - non ha mai abbandonato la ragione, il secondo, invece, si è lasciato travolgere da una serie indefinita di pretese e illogiche vanità. Il generatore di squilibrio risiede probabilmente a un passo dal centrocampista francese: "Quello di Kondogbia è un atteggiamento che non rispecchia la sua natura, il ragazzo è mal consigliato", ha spiegato Luciano Spalletti, puntando il dito contro chi ne gestisce gli interessi. 

POCA PERSONALITA' - Fattore che evidenzia quanto sia sensibile la spina dorsale dell’ex Monaco, quasi 25enne, ma facilmente suggestionabile. Così dopo 82 presenze totali, il francese ha avanzato la pretesa di andare via, probabilmente spaventato dalla troppa concorrenza a metà campo. Un ulteriore indizio sulla scadente personalità di questo classe ’93, che finora non ha mai giustificato né il prezzo del suo cartellino (40,5 milioni a bilancio), né quello del suo ingaggio (3,5 milioni di euro a stagione). Però avanza pretese. 

QUANTI RIFIUTI - A proporlo a mezza Europa è stato lo stesso entourage del calciatore, che un viaggetto pare averlo fatto anche in direzione Torino. La Juve ha risposto “No, grazie”, come d’altronde hanno fatto tutte le altre società messe di fronte all’alta valutazione del cartellino di Kondogbia. Per non generare minusvalenza, infatti, l’Inter - in questa sessione di mercato - non può cedere il centrocampista  per meno di 25 milioni. Ad oggi, insomma, nessuno è disposto a scommettere alte somme per l’ex Monaco, ma questo non sembra turbare le coscienze sue e di chi ne gestisce gli interessi, anzi… 

RICHIESTE ASSURDE - Messi di fronte alla realtà, i vari agenti hanno iniziato a proporlo in giro in prestito, senza però fare i conti con l’Inter, convinti che i nerazzurri potessero piegarsi. Così non è stato e Kondogbia ha rotto gli argini non presentandosi all’allenamento. Un Lucidissimo Spalletti ha riassunto le richieste del francese: «Gli piace vincere facile, vorrebbe che lo mandassimo al Valencia in prestito gratuito e magari che gli pagassimo anche parte dell’ingaggio». Una rivendicazione al limite dell’assurdo, considerando quelli che sono i pregressi del calciatore in nerazzurro. 

NOTA LE DIFFERENZE - Evidentemente Perisic non è servito da esempio. Il corteggiamento dello United aveva scombussolato il croato, da sempre attratto dalla Premier, ma l’offerta economica dei “Red Devils” non ha mai soddisfatto le richieste dell’Inter. Sostanziale differenza tra l’ex Wolfsburg e Kondogbia, dato che per convincere l’esterno, Mourinho, aveva messo sul piatto 45 milioni per i nerazzurri e quasi sette di ingaggio a stagione per il calciatore. Un colloquio privato con Spalletti è bastato al croato per comprendere la situazione e comportarsi da professionista, prova ne siano le ottime prestazioni e il giusto atteggiamento dimostrato in questa preseason. Se dall’Inghilterra dovessero alzare l’offerta sopra i 50 milioni se ne potrà parlare, fino a quel momento il discorso è chiuso.