L'Inter pensa a un rinforzo sul mercato di gennaio per sistemare un centrocampo che 'balla'. Pioli ha deciso di arretrare Medel in difesa e così serve un nuovo guerriro in mezzo al campo. Il ds Ausilio ha provato a trattare uno scambio col PSG tra il francese Kondogbia e il polacco Krychowiak, che però non vuole lasciare Parigi almeno fino al termine della stagione. In salita la pista che porta all'argentino Biglia della Lazio, costano moltissimo anche Tolisso del Lione e N'Zonzi del Siviglia. 

PIACE RINCON - I nerazzurri hanno messo gli occhi su un paio di elementi che giocano già in Italia: il croato Badelj della Fiorentina e il venezuelano Rincon del Genoa. Secondo la Gazzetta dello Sport, se Felipe Melo decidesse di lasciare Milano, la proposta a Preziosi scatterebbe automatica: le prime mosse sono comunque attese già nei prossimi giorni, magari con l'inserimento nella trattativa del giovane Gnoukouri

FAIR PLAY - Prima di comprare, bisogna vendere. Infatti, come si legge sul Corriere della Sera, l'Uefa non farà sconti e qualche giorno fa ha ribadito ai dirigenti nerazzurri che non esistono margini di trattativa. L'accordo va rispettato e il club deve rientrare nei parametri senza se e senza ma: pena l'esclusione dalle prossime coppe europee. I ricavi non salgono (possibile una nuova sponsorizzazione del colosso cinese Alibaba), il monte stipendi non scende e non è pensabile di girare a prezzi maggiorati al Jiangsu (l'altra squadra di proprietà del gruppo Suning) i nerazzurri in esubero. A Nyon l'Uefa è stata chiara: non siamo ciechi, occhio a non esagerare con le scorciatoie finanziarie. Toccherà allora al direttore sportivo Piero Ausilio e al direttore generale Giovanni Gardini far quadrare i conti. Entrambi sono in scadenza a giugno e i cinesi si sono presi altro tempo prima di rinnovare i loro contratti. Difficile però pensare che le uscite (servono circa 40 milionipossano riequilibrare il fair play, che resterà un problema solo se la squadra di Pioli riuscirà a qualificarsi per le coppe. 

SOGNANDO MESSI - Il vero divertimento per il popolo nerazzurro scatterà dal prossimo giugno: Suning ha già lasciato intendere, anche nel summit di ieri pomeriggio in sede, che di fatto non ci saranno limiti a livello di budget. "Il nostro è un progetto a lungo termine e non risparmieremo sforzi, anche economici, per riportare l’Inter nel gotha mondiale, soprattutto dalla prossima estate, quando saremo liberi dai paletti del fairplay Uefa", il succo del messaggio trasmesso dalla proprietà. Non a caso, Tronchetti Provera è tornato a sognare Messi all'Inter. 

THOHIR LASCIA LA PRESIDENZA? - Si è poi parlato di progetti a lunga scadenza, come lo stadio, le strategie di marketing e le infrastrutture. Intanto il nuovo CEO dovrebbe arrivare a marzo. Il riassetto societario non si è certo completato con le dimissioni dell'ad Bolingbroke. Facile che il nuovo organigramma si avrà solo nel giugno prossimo, quando nascerà la vera Inter targata Suning. Thohir potrebbe passare all'incasso cedendo il proprio 31%, anche se dopo tutte le travagliate vicende di campo e panchina degli ultimi mesi il tycoon il suo potere decisionale sul fronte sportivo è ridimensionato. I candidati a succedergli quando lascerà la presidenza sarebbero due. Uno è lo stesso Zhang Steven, che non a caso ha preso casa a Milano, dove starà il più possibile malgrado gli altri impegni da 'ministro degli Esteri' di Suning. L'altro è Zanetti, sempre presente al fianco della nuova proprietà. Tanto da saltare l'ultima trasferta di coppa per presenziare all’inaugurazione del nuovo Inter Store, a Nanchino.