Tre è il numero perfetto. E ha un significato speciale per gli interisti, dalla maglia dell'indimenticabile Giacinto Facchetti ai titoli vinti nel 2010 da Mourinho e Moratti. Tutti e tre citati alla vigilia della gara con la Spal da Spalletti, partito con 3 vittorie nelle prime 3 giornate di campionato. 

W GLI ITALIANI - Tre è anche il numero dei calciatori italiani titolari ieri: D'Ambrosio, Candreva e Gagliardini. I quali, oltre alla nazionalità, hanno in comune un altro aspetto: quello di finire spesso nel mirino delle critiche di certi tifosi. Eppure sono stati, sono e saranno ancora importanti per l'Inter. 

D'AMBROSIO - Nel suo ruolo ci sono pochi elementi al mondo in grado di fare la differenza. Figuriamoci in Italia, dove la Juve ha dominato a lungo con Lichtsteiner... Il buon Danilo, 29 anni appena compiuti, non rientra in questa categoria, ma sa svolgere il proprio compito. Rilanciato da Pioli, è una pedina molto utile anche nello scacchiere di Spalletti. Soprattutto per la sua duttilità (in caso di bisogno, può fare anche il centrale) e per le sue doti tattiche in fase difensiva, dove è più affidabile rispetto a chi deve ancora inserirsi nel calcio italiano come Dalbert e Cancelo

CANDREVA - La catena della fascia destra si completa con Candreva, che non è e non deve essere l'esatta copia di Perisic. Il croato ha nelle gambe più gol e ben altro cambio di passo, mentre l'ex laziale possiede qualità diverse nel proprio bagaglio tecnico. Così riesce comunque a creare superiorità numerica e a sfornare un buon numero di assist, senza dimenticare la soluzione del tiro da fuori area. 

GAGLIARDINI - Arrivato a gennaio dall'Atalanta, è stato subito accolto benissimo da San Siro. L'amore a prima vista si è un po' raffreddato, complici il calo nel finale della scorsa stagione e l'inizio in salita in questo campionato a livello di prestazioni personali. Ora alla prima giocata sbagliata, come succede con D'Ambrosio e Candreva, il pubblico mugugna. Oltre ad andare subito vicino al gol con due belle conclusioni dal limite, Gagliardini contro la Spal ha corso più di tutti (11,9 km) e ha recuperato il maggior numero di palloni (7), sbagliando solo 7 passaggi su 108. Pur non facendo faville, ha dato incoraggianti segnali di ripresa. Così come non era il "Pogba bianco" prima, non poteva di colpo essere diventato scarso. Adesso non bisogna ripetere lo stesso errore con chi è partito alla grande come Skriniar. Serve equilibrio: nei giudizi e pure in campo. Dove, magari negli scontri diretti più difficili, Spalletti potrà far partire Joao Mario dalla panchina coprendosi a centrocampo con Gagliardini, Vecino e Borja Valero. Quest'ultimo però da regista basso affiancato dagli altri due e non trequartista come nel primo tempo a Roma, dove l'esperimento è fallito. 

  @CriGiudici