L'Inter è sempre speciale. In tutto. Nel bene e nel male. Ha un presidente "poco nerazzurro" come Erick Thohir, che ci ha guadagnato nella compravendita del club passato da Moratti a Suning attraverso il suo interregno. Dimostrando, con la gaffe sui 3 tedeschi confusi con i 3 olandesi del Milan senza dimenticare il suo "strano" idolo Ventola, di non essere la persona giusta al posto giusto. Invece il vicepresidente rappresenta l'interismo in persona: Javier Zanetti. 

4 x 4 - Prima da calciatore, poi da capitano e ora da dirigente, l'argentino ha sempre onorato i colori nerazzurri, mettendo il bene dell'Inter davanti al proprio. Anche a costo di rischiare di cadere nel ridicolo: basti pensare al ballo della "Suning Dance". Per il club cha ama, Zanetti si fa in 4 (come il suo numero di maglia): vicepresidente, collante tra squadra e società, uomo mercato in caso di bisogno (vedi Banega) e soprattutto uomo immagine. Di tutto e di più, un utilissimo tuttofare come quando correva in campo. 

NUMERO 1 - Zanetti porta in giro per il mondo l'immagine migliore dell'Inter. In diversi progetti ammirevoli: da Inter Campus alla sua fondazione Onlus "Pupi", passando per partite di beneficenza, lotta al bullismo nella scuole e a qualsiasi tipo di discriminazione con "Inter in the Community". L'ultima iniziativa in ordine di tempo è cominciata ufficialmente oggi a Milano, dove è stato presentato ed è iniziato il secondo campionato italiano di calcio a 7 "Quarta Categoria". Un torneo dedicato a ragazzi "Special" con disabilità intellettivo-relazionali. Zanetti ha partecipato con entusiasmo, allenando la squadra gemellata con l'Inter (Sporting 4E) e mettendosi a completa disposizione di tutti i presenti. Confermando, se ce ne fosse ancora bisogno, di che pasta è fatto: un uomo d'altri tempi che nel mondo di oggi, dove spopolano arrivismo e opportunismo, attira critiche, ma meriterebbe soltanto applausi. Chapeau

@CriGiudici