Sampdoria-Lazio è stata forse la partita più bella del campionato, quanto meno una delle migliori: spettacolare, aperta, intensa, emozionante. Un confronto tattico straordinariamente interessante tra i due allenatori che, a nostro avviso, sono finora i top della Serie A, ovvero Giampaolo e Inzaghi: nessuno, in rapporto alle aspettative dell’estate e alla qualità degli organici, ha ottenuto risultati superiori a loro; per di più li hanno raggiunti esprimendo un calcio piacevole e intelligente.

In queste quindici giornate di campionato - Samp e Lazio in realtà hanno giocato quattordici partite ciascuna - sono stati celebrati a turno tanti allenatori: Sarri per la fuga e il gioco del Napoli, Allegri per la vittoria sugli azzurri, Di Francesco per i risultati della Roma, adesso Spalletti per il primato dell’Inter. Tutto vero, tutto giusto. A noi però sembra che finora nessuno abbia portato la propria squadra oltre i limiti come sono riusciti a fare Inzaghi e Giampaolo.

Inzaghi tiene la Lazio agganciata alle prime del campionato benché l’organico biancoceleste non fosse considerato - e non sia - nemmeno paragonabile a quello delle concorrenti, inoltre ha già in bacheca una Supercoppa strappata alla Juve e in Europa vola. Giampaolo ha costruito una Samp splendida benché in estate abbia salutato i suo calciatori più importanti e forti, da Skriniar a Muriel e Bruno Fernandes fino a Schick: chi avrebbe mai potuto pensare che sarebbe stato a ridosso della zona Champions?

Sampdoria-Lazio è stata lo specchio della stagione. Ha vinto Inzaghi, con merito (e pazienza se il presidente Ferrero pensa il contrario), ma la partita l’ha giocata alla grande anche Giampaolo, tanto che avrebbe potuto perfino essere lui a conquistare il successo. Una sfida aperta, benché studiata in ogni dettaglio sul piano tattico. Bravissimi. 

@steagresti