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  • Italia femminile:| Abete 'Non all'altezza di altri'

    Italia femminile:| Abete 'Non all'altezza di altri'

    «Alcune volte c'è da insegnare, altre volte c'è da apprendere, e su questo fronte l'Italia calcistica ha bisogno di confrontarsi a livello internazionale per poter acquisire quelle cognizioni ed esperienze che le consentano di portare avanti uno sviluppo del calcio femminile che qui da noi non pari a quello di altri Paesi». Il presidente della Figc, Giancarlo Abete, ha aperto a Roma i lavori della 4a Conferenza Fifa sul Calcio femminile. Accompagnato dal vice presidente vicario Carlo Tavecchio, massima rappresentanza del Calcio femminile in Italia, dal direttore generale Antonello Valentini, dal segretario Antonio Di Sebastiano, Abete ha dato il benvenuto ai delegati delle 53 Federazioni calcistiche europee, ringraziando Fifa e Uefa per l'opportunità di organizzare questo evento in Italia. «Questa iniziativa rappresenta per noi un'occasione di grande apprendimento e una sfida contro noi stessi - ha affermato Abete, illustrando lo scenario del calcio in rosa nel nostro Paese -. L'Italia rappresenta in qualche modo uno spaccato di quella situazione descritta dalla UEFA nel suo progetto di sviluppo: forti disomogeneità, ritardi sul versante culturale e sociale nel far diventare il calcio femminile uno sport popolare e diffuso, problematiche legate alla struttura dei club, alla necessità di rafforzarli per portare avanti un progetto di sviluppo idoneo».

    Ai risultati complessivamente positivi ottenuti dalle squadre Nazionali femminili negli anni recenti - in particolare la vittoria nel Campionato Europeo Uefa Under 19 nel 2008, ultima in ordine cronologico la qualificazione della Nazionale Under 20 alla prossima Coppa del Mondo in Giappone (agosto 2012), il percorso della Nazionale A, attualmente al comando del Girone di qualificazione per il Campionato Europeo Svezia 2013 a punteggio pieno - non ha fatto da collegamento una contestuale dimensione di crescita e presenza nel calcio di base, nei rapporti con il mondo della scuola, nelle rispettive realtà territoriali. Il confronto con le altre realtà di vertice sensibile sul piano del numero di praticanti. «È un problema di sviluppo fondamentale sul quale la Federcalcio si sta interrogando per cercare di individuare il percorso di sviluppo per il calcio femminile nei prossimi anni in Italia - ha sottolineato Abete - senza dubbio dovremo ripartire e farlo dalle basi». «Non è sufficiente un livello qualificato di vertice per poter proiettare in una nuova dimensione un movimento che allo stato attuale conta solo 11.000 tesserate, a fronte del milione della Germania, 90.000 della Francia, 80.000 dell'Inghilterra, alle 350.000 del Canada, per non parlare delle cifre imponenti del calcio statunitense. Non si può far finta di non vedere, bisogna confrontarsi ed aprirsi all'ausilio internazionale», ha affermato ancora. «Se amiamo il calcio, dobbiamo amarlo al maschile e al femminile».

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