"Un angolo per chi ha la visione del calcio di Nick Hornby, per chi vive la partita come un film, per chi reputa Babangida il miglior calciatore della storia. Un piccolo mondo per chi non ha scritto calcio con il pallone tra i piedi, ma con una penna tra le dita, una telecamera sulla spalla o un joystick in mano, per quelli cresciuti a pane, nutella e Holly e Benji . Il calcio visto con gli occhi, e gli occhiali, del Nerd".

Il capitano Benjamin L. Willard, protagonista di Apocalypse Now, lo dice subito: "A condurre la guerra era un gruppo di clown con quattro stelle che avrebbero finito per dar via tutto il circo" riferendosi alla guerra in Vietnam. E, in questa rubrica dove il calcio si miscela alla perfezione con il cinema, le parole di Martin Sheen vanno benissimo per la Campagna di Russia, miseramente fallita dall'Italia della banda Tavecchio-Ventura. Non gruppo di clown, chiaramente, ma persone che si sono rivelate inadeguate al ruolo ricoperto, troppo piccoli per una responsabilità così grande; perché forse l'Italia la guardano in pochi (soprattutto quando non conta), ma tutti la amano. Quest'ultima nazionale, quella di questi ultimi due anni, non è mai stata quella di Buffon, De Rossi, Florenzi, Insigne, Bonucci, ieri applauditi e osannati al momento della lettura delle formazioni; come non era loro quella di Euro 2016, in mano al più bell'Antonio Conte mai visto in panchina. No. E' stata quella di Tavecchio. E di Ventura, fischiato all'unisono dai 73mila di San Siro

APOCALYPSE NOW - "Se non andiamo al Mondiale, sarà Apocalisse", parola di Tavecchio. E ora, è l'Apocalisse, Apocalypse Now: con la Svezia "restiamo a casa", neanche "ci andiamo". Sì, perché almeno, magrissima consolazione, le ultime due spedizioni sono partite per Sudafrica e Brasile, questa no. Si cade davanti agli occhi amici, pieni di lacrime e di passione; occhi che fino alla fine, sui seggiolini di San Siro, hanno incitato gli Azzurri. Occhi che hanno visto piangere Gigi Buffon, il capitano che dice addio. Gli altri volano, noi no. E ora? 

CHI SARA' WILLARD? - Il capitano Willard riuscirà, al termine del film, nel suo intento: uccidere il colonello Kurtz, ex capo ufficiale diventato disertore, magistralmente interpretato da Marlon Brando, e ristabilire l' ordine, dopo una serie di incredibili peripezie. Chi, ora, dopo cammini incerti, zoppicanti, fallimentari, ristabilirà l'ordine? Carlo Ancelotti? Roberto Mancini? Massimiliano Allegri? Un nome nuovo? Ora è tempo di parlare, riunirsi, discutere e decidere, 48 ore di tempo, poi via al nuovo ciclo, partendo da un nome forte, carismatico, di respiro internazionale. L'opposto di Gian Piero Ventura. Kurtz, poco prima di perdere la vita, disse: "Orrore, orrore", il tutto accompagnato dalla splendida "The End" dei Doors. E, dopo l'orrore visto nell'ultimo biennio, è arrivata davvero la parola fine. 

@AngeTaglieri88