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  • Jacobelli: francesi rosiconi e invidiosi, giù le mani da Nibali, controllato per 22 volte. E ricordatevi di Armstrong

    Jacobelli: francesi rosiconi e invidiosi, giù le mani da Nibali, controllato per 22 volte. E ricordatevi di Armstrong

    Puntuali come la loro incapacità di vincere un Tour dal 1985 (Bernard Hinault) e con la puzza sotto il naso che li devasta quando è un italiano a dettare legge in casa loro, alcune testate francesi hanno fatto le spiritose a proposito del trionfo di Vincenzo Nibali nella centounesima edizione della Grande Boucle. 

    Dopo avere gufato in ogni modo contro il campione siciliano sperando che a vincere fossero Peraud (chi?), Pinot (chi?) e Bardet (chi?), alcuni cugini hanno cominciato il giochino delle allusioni e dei dubbi, che bisogna spazzare via subito e restituire al mittente, memori dell'infame trattamento riservato a Marco Pantani, mai trovato positivo a un controllo antidoping.

    Oltre a ricordare ad alcuni fenomeni d'Oltralpe le figure di palta rimediate dagli organizzatori della corsa a tappe più importante del mondo con i 7 Tour di Armstrong poi cancellati dalla storia. Per non dire delle numerose e scandalose storie di doping che hanno costellato la gara negli ultimi anni.

    Il serioso, spesso noioso e troppo spesso invenduto quotidiano Le Monde, che pure risulta avere altri problemi legati ad una crisi editoriale di cui non si vede l'uscita, è lo stesso che si genufletteva di fronte ad Armstrong, salvo poi sterzare di centottanta gradi quando Lance è caduto nella polvere.

    Dopo la vittoria di Nibali, Le Monde ha scritto: "«Un dominio giudicato sospetto da certi professionisti della lotta antidoping, come gli ispettori dell’Ufficio Centrale per la lotta contro gli attentati alla Salute Pubblica che hanno sorvegliato tutto quello che succedeva attorno all’Astana».

    Un dominio giudicato sospetto? Perché? Come? Dove? Quando? E le prove? E i risocntri? E com'è che, all'epoca, non furono usate le stesse parole per Bjarne Riis, vincitore del Tour '96 e dopato reo confesso, oggi manager di Contador. E, avendo la faccia al posto dei pedali, lo stesso Le Monde è costretto a ricordare come Nibali sia stato controllato per ben 22 volte dall'inizio del Tour, aggiungendo però:
    «Controlli tutti negativi, in attesa dei risultati completi».

    Meno male che c'è L'Equipe  (
    «Il siciliano ha fatto molto di più, restituendo un po’ di umanità alla corsa»), mentre Le Figaro afferma: "Nibali apre una nuova era", anche se getta sospetti sull'Astana, la squadra di NIbali e ricorda i problemi di doping dell'attuale team manager Alexandre Vinokourov. Per Le Parisien, invece, il podio di NIbali "passerà alla storia". 

    Non c'è niente di peggio di chi non non riuscendo a vincere, non sa nemmeno perdere. Le Monde che se la tira tanto dovrebbe andare a lezione dal Wall Street Journal: il prestigioso giornale americano ha sparato in prima pagina la foto di Vincenzo al suo passaggio sotto l'Arco di Trionfo. Dedicato ai rosiconi di Francia. Giù le mani da Nibali. E imparate a pedalare.

    Xavier Jacobelli
    Direttore Editoriale www.calciomercato.com

     
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