La prima volta della Nazionale allo Juventus Stadium è stata degna dello splendido impianto bianconero che, giustamente, Prandelli definisce uno dei più belli d'Europa. 

Vittoria in rimonta sui cechi, la n.400 nei 103 anni di storia azzurra; qualificazione ai Mondiali con due turni d'anticipo, exploit mai realizzato prima; conferma dell'imbattibilità casalinga nelle eliminatorie iridate; conferma dell'infallibilità di Balotelli dal dischetto (20 rigori trasformati su 20 calciati); ovazioni per Buffon che ha eguagliato il record di presenze di Fabio Cannavaro (136) e per Pirlo, salito al quinto posto nella stessa classifica (103). 

Ma c'è un altro aspetto che merita di essere sottolineato ed è il comportamento del pubblico torinese, presumibilmente in larga misura juventino.

Non soltanto ha sostenuto la Nazionale senza un attimo di sosta, soprattutto quando la squadra era in svantaggio e l'ha sospinta verso la vittoria. Ma, soprattutto, considerati i pessimi precedenti nei rapporti fra la gente bianconera e Balotelli, a colpire favorevolmente sono stati l'entusiasmo, il calore, gli applausi che hanno scandito il rapporto fra gli spettatori e l'attaccante del Milan durante tutto l'arco della partita. Peraltro, sino al rigore decisivo, oltre a colpire la traversa, Balotelli aveva sprecato almeno tre nitide palle-gol.

La maglia della Nazionale ha unito ciò che, di solito, il campionato divide. Soprattutto, ieri sera, abbiamo avuto la dimostrazione di che cosa significhi andare finalmente, nella giusta direzione. Quella di un calcio in cui gli avversari di club si rispettano e non si insultano e, quando giocano per gli azzurri, diventano i giocatori di tutti. Un altro calcio è possibile: basta volerlo. Complimenti al pubblico dello Juventus Stadium.

Xavier Jacobelli

Direttore Editoriale www.calciomercato.com