Gigi Buffon torna a parlare del suo futuro. Domani sera, a due giorni dal 2-2 tra Juventus e Tottenham dell'Allianz Stadium, il portiere bianconero sarà ospite di Maurizio Costanzo su Canale 5, ecco qualche anticipazione: "Non posso dire delle bugie o creare false aspettative o false illusioni. La verità è che mi devo incontrare con il presidente, col quale abbiamo questo patto tra gentiluomini, prima della fine del campionato. Ci incontreremo, faremo il punto della situazione e prenderemo la scelta definitiva. La verità è che un giocatore non smetterebbe mai di giocare. La mancata qualificazione al Mondiale? Sono stati giorni molto difficili. Diciamo che io volevo chiudere la carriera con il Mondiale, perché penso che potesse essere l'occasione più bella per ricordare e onorare la mia carriera. Sarebbe stata una passerella finale perfetta. Purtroppo non è andata così, però penso anche che a 40 anni io debba fare determinate dichiarazioni, perché è giusto fare un passo indietro, è anche una questione di sensibilità visto che sono sempre stato un punto di forza delle mie squadre e non vorrei mai diventare un peso. A 40 anni non lo devi più dire tu, ma gli altri".

GLI EREDI - "Il nuovo Buffon? Sicuramente per doti e inizio carriera Gigio Donnarumma è il portiere che in questo momento è sulla bocca di tutti, ma in maniera meritata. Poi però ci sono anche due o tre ragazzi che secondo me sono partiti un anno due più indietro rispetto a lui, ma sono di grande prospettiva".

SU CALCIOPOLI E SCOMMESSE - "Calciopoli? Mi ha fatto male. Non tanto, tantissimo. Perché sono stato gratuitamente infangato, non una volta ma ben due volte e su un aspetto che per me è fondamentale, ossia la lealtà sportiva. Su quello proprio non transigo. La cosa che mi ha fatto soffrire di più è il calcioscommesse, senza ombra di dubbio. Sono state due vigliaccate mirate a uno sportivo e a un uomo che non se le meritava assolutamente. Non porto rancore nei confronti di nessuno, però se dovessi rivedere certe persone un pochino mi innervosirei".

DA ALENA A ILARIA - Chiusura, poi, sulla vita privata: "Alena Seredova è una persona che ringrazierò, perché alla fine ho passato dieci anni veramente belli con lei e lei me li ha dedicati, come penso di averglieli dedicati io. Poi abbiamo fatto due figli stupendi, molto educati e di quello gran parte del merito va a lei. Però penso che alla fine, come in tutte le cose, c'è un dare e un avere e io ho ricevuto tanto da lei, penso di aver dato tanto... e poi basta. Io penso che Ilaria sia veramente una donna speciale e secondo me il nostro rapporto è un qualcosa di straordinario e proprio per questo immagino che ci sarà un'evoluzione in futuro e che durerà fino a che la morte non ci separerà".

SULLA DEPRESSIONE - "Ci sono degli snodi nella vita, probabilmente nel momento in cui passi da giovane e superficiale a una dimensione di uomo un po' più maturo, in cui devi fare i conti con dei buchi neri che fino a quel momento non hai preso in considerazione. E queste valutazioni ti fanno cadere in un limbo, in un'apatia che può sfociare nella depressione. Una cosa molto brutta, poi soprattutto per un carattere esuberante e gioioso come il mio. Il non riconoscersi penso sia la peggiore delle cose".