Nel derby della Mole Allegri ha preferito schierare Mandzukic come punta centrale, lasciando in panchina Higuain. Una scelta tecnica che, visto il risultato finale e l’ottima prestazione collettiva dei bianconeri, suggerirebbe di proseguire su questa strada, almeno nell’immediato. Il Pipita è fuori forma, il Pipita soffre la predilezione per Icardi di Sampaoli, il Pipita vede Dybala sempre più leader e sempre più goleador al posto suo. Il Pipita che non ha spostato nulla nella finale di Champions contro gli ex compagni del Real Madrid. Tanti fantasmi lo distraggono, lo tormentano, forse. C’è un insieme di pensieri negativi che evidentemente lo deprime. L’atteggiamento e lo sguardo spento sono i sintomi di questo malessere, prima ancora che della scarsa condizione. Le giocate non gli riescono, anche quelle che faceva sembrare più semplici e che in realtà semplici forse non erano. Sorprendono l’impaccio, il ritardo nei tempi di gioco, e la poca lucidità nelle scelte situazionali. Il primo tempo contro la Fiorentina da questo punto di vista è stato emblematico. Ecco tre giocate da Higuain, che Higuain in quel momento avrebbe dovuto evitare. 

HIGUAIN INGUAIATO – Anche a Reggio Emilia col Sassuolo era stato irriconoscibile. Sotto gli occhi del suo pubblico, non contento, in una partita sentita come è quella contro la Viola, il Pipita è stato al limite dell’ indisponente, provocando più di un mormorio sugli spalti. Le scelte fatte da Allegri in vista del derby nascono da errori come questi. 



Una delle aperture spalle alla porta che contraddistinguono il suo giocare per la squadra (e qui la grande differenza con Icardi, che sotto questo aspetto deve ancora migliorare) viene intercettata facilmente all’altezza del cerchio di centrocampo dal ripiegamento di un giocatore viola. Non colpisce tanto l’intercetto in sé, in questo caso, quanto la forza eccessiva impressa al pallone dal Pipita, sproporzionata rispetto all’avanzamento di Mandzukic. Il passaggio sarebbe finito dritto in fallo laterale. 



Nell’immagine sopra, invece, Higuain dopo essere avanzato palla al piede se la sposta e prova a innescare Cuadrado sulla destra. Ma è già tardi: in tackle gliela portano via. Non si tratta di scelta sbagliata, stavolta, ma di ritardo. Di cattiveria nel gesto.  



Quest’ultima giocata riassume in toto il momento no di Higuain: poca lucidità, lentezza di riflessi, e un pizzico di sudditanza nei confronti di Dybala. Perché intestardirsi tanto con quella linea di passaggio, quando di fianco è liberissimo Cuadrado? 
Comprendiamo facilmente le valutazioni di Allegri: se è giù di forma, fatica a pressare, e ci può stare, ma se in più sbaglia palloni come questi, i suoi palloni, il Pipita deve staccare. Deve ritrovarsi al più presto. Così non è lui, va protetto e recuperato a 360°.

MARIONE CENTRAVANTI: COSA CAMBIA – Nel frattempo arriva il derby, e la Juve gioca molto bene, come mai finora in questo inizio di campionato. Tra i protagonisti, naturalmente, il solito Marione Mandzukic, che si è dato un gran da fare anche da punta centrale. Da subito alterna la ricerca della profondità (impressionante il primo scatto tra i due centrali granata, quando non era neanche passato un minuto) a sponde precisissime, suonando la difesa avversaria come una fisarmonica giocattolo. Ma ancor prima, e ben al di là delle differenti interpretazioni del ruolo tra lui e il Pipita, c’è da cogliere subito un altro aspetto, che è anche una conseguenza del cambiamento avvenuto. Se Mandzukic è apparso più efficace di Higuain, bisogna anche chiedersi quanto lo sia stato Douglas Costa rispetto al Mandzukic esterno che conosciamo. In sostanza vorrei porre l’attenzione più sul reparto d’attacco in generale, che non sulla staffetta Mandzukic-Higuain, di per sé ormai oziosa. Togliere dal campo uno dei due significa per forza di cose usare due esterni veri. Due frecce come Douglas Costa e Cuadrado. Con loro in campo, è chiaro che il gioco tenderà a diventare più veloce. Figuriamoci il pressing alto. Ecco allora come è nato il primo gol.



In questa occasione si è parlato tanto della pressione di Matuidi su Baselli (vedere sotto), ma non va dimenticato che il primo a innescare il pressing in realtà è stato Douglas Costa, su un tentativo di spizzata di Mandzukic. Un’ala così rapida e veloce può metterti in difficoltà anche da sola: N’Koulou infatti non si fida più del passaggio indietro al portiere, ed è costretto a ricamare d’esterno. 
 


Così facendo però N’Koulou torna per vie centrali, dove la Juventus ha ormai organizzato una retata. 

 

Se è vero che da punta centrale Mandzukic ha corso e combattuto molto più del fantasma di Higuain, chiediamoci anche questo: il croato, da esterno, si sarebbe fiondato su quel pallone con la stessa efficacia e spensieratezza di Douglas Costa, sapendo la mole di lavoro che gli chiede Allegri costantemente in fase di copertura? Probabilmente no. 

PRO E CONTRO – Ma ora, ribaltando completamente la prospettiva, falsifichiamo quanto è stato appena detto: siete disposti, o juventini, a fare a meno di un simile attacco dell’ area? (Immagine sotto). Privandovi del Pipita, vorreste indebolire così l’attacco del secondo palo? E’ chiaro infatti che, su un cross dalla destra, se Mandzukic andasse sul dischetto o sul primo palo al posto di Higuain, non potrebbe poi materializzarsi al tempo stesso sul secondo.. Cosa che, l’ abbiamo visto ancora contro la Fiorentina, gli riesce discretamente bene..
 
 

Vedete invece cosa tende a fare qui sotto Douglas Costa? Se non pesta i piedi al centravanti, al limite fa un rimorchio formale sul dischetto. Ma per quello non c’è già Dybala? Perché allora il brasiliano non va a fare la guerra col terzino destro granata? Perché non è Mandzukic.