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  • Juve da scudetto, ma il Napoli merita solo applausi

    Juve da scudetto, ma il Napoli merita solo applausi

    di Xavier Jacobelli
    (direttore quotidiano.net)


    La Juve supera l'esame di maturità napoletano, soffre, va sotto di due gol e riagguanta sul 3-3 un grande Napoli che merita solo applausi, anche se ha vinto soltanto una delle ultime sette gare di campionato. Ma, nel frattempo, ha sconfitto il City capolista della Premier League e, se passa a Villarreal, entra negli ottavi di finale di Champions League.

    Marcello Lippi è stato un buon profeta. Nei giorni scorsi, ha confidato di rivedere nella squadra di Conte la sua prima, grande Juve. E' così, diventa sempre più così, partita dopo partita.

    Assente Marchisio per squalifica, l'allenatore punta su Estegarribia, ridisegna l'assetto tattico della squadra e, per lunghi tratti dell'incontro, presenta anche un'inedita difesa a tre che corre qualche rischio di troppo, ma alla fine non soccombe. Sette vittorie, 5 pareggi, 22 gol segnati, 10 subiti sono il biglietto da visita della capolista, unica squadra imbattuta del torneo, camaleontica eppure, per sei undicesimi stasera uguale a quella di Delneri (sabato scorso, all'Olimpico dove aveva sconfitto la Lazio, erano addirittura sette i sopravvissuti alla cocente delusione 2010-2011).

    Anche Mazzarri lamentava un'assenza eccellente: Edinson Cavani, 2 gol al City e uno all'Atalanta, fermato in mattinata dal dolore alla tibia. Alla buon'ora, si è riaccesa la stella di Pandev. Il macedone non poteva essersi imbrocchito di colpo: evidentemente, pagava l'imperfetta condizione fisica. Ora che s'è sbloccato, può essere l'arma in più di una squadra che, se passa a Villarreal, può tornare in lizza per il titolo. Sì perchè, nonostante i 9 punti di distacco dalla Juve, il Napoli non è assolutamente fuori dal giro.

    Nella serata che ha certificato le ambizioni tricolori di Conte, l'unica nota di rammarico è legata a quel pugno di minuti concesso a Del Piero. Il totem bianconero, il recordman di presenze e gol nella storia del club torinese, ha accettato il ruolo di tappabuchi con una dignità e una serietà esemplari. Gioca poco, il Capitano. Ma in questa Juve capolista c'è anche molto di suo.


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