Qual è il vero Dybala? Quello devastante che da solo prende per mano la squadra, segnando a ripetizione, inventando per i compagni e correndo a tutto campo, perfetto interprete di cosa possa significare indossa la maglia numero dieci della Juve? Oppure quello triste e sconsolato, a cui non riescono nemmeno le cose più semplici, costretto a rincorrere avversari palla persa dopo palla persa? Qual è il vero Dybala? A questo punto, dopo due anni e mezzo di Juve, dopo un rinnovo a cifre record e assalti milionari respinti, dopo fasi esaltanti alternate ad altre di crisi, la risposta non può essere che Paulo Dybala è una medaglia dalla doppia faccia equamente in vista. Prendere o lasciare. Anche se, a questo punto del suo percorso in bianconero, con quel contratto e quella maglia, pretendere una progressiva presenza sempre più stabile del 'Dybala buono' è normale ancor più che giusto. Vero è che dovrebbe essere messo nelle condizioni di fare la differenza, ma tutti gli attaccanti della Juve sono chiamati ad un lavoro di sacrificio indispensabile per ritrovare antichi equilibri e confermare il maggior numero di stelle in campo: e se la legge è uguale per tutti, per Dybala (come per Higuain) lo è un po' di più, tocca alla Joya dimostrarsi sempre all'altezza dello status di leader inseguito e conquistato. Fare la differenza deve essere la normalità, passaggi a vuoto possono capitare ma non con questa frequenza.

 

SPENTO IN EUROPA – Se in Italia spesso basta poco per incidere, come capitato anche nella supersfida con il Napoli, in Europa serve molto di più. Ed ora il 10 che fa male, è quello nel conteggio delle partite consecutive senza trovare la rete in Champions: Dybala si è fermato alla doppietta al Barcellona, in mezzo il flop di Cardiff e tutta una serie di partite senza squilli, fino alla sostituzione di Atene apparsa quasi inevitabile considerando la sequenza di errori e scelte sbagliate. 861 minuti, per uno come lui, sono un'eternità. La reazione non può più essere rimandata, sabato c'è l'Inter e servirà il Dybala con gli occhi della tigre, non quello che sconsolato si siede in disparte dopo l'ennesima sostituzione. Quel Dybala, non piace e non serve a nessuno. La Juve non dovrebbe nemmeno permetterselo.

@NicolaBalice