Beppe Marotta, amministratore delegato della Juventus, ospite degli studi di Sky Sport, parla a ruota a libera: "Cassano alla Sampdoria? Il merito è stato del suo agente, che in quel momento lo rappresentava, Beppe Bozzo. C'erano le premesse per poter concretizzare questo trasferimento e noi come Sampdoria abbiamo colto l'opportunità. Devo dire che è stata un'opportunità dal punto di vista economico  assolutamente straordinaria, dal punto di vista del rendimento e della gioia che ha poi generato questa operazione, direi notevole e straordinaria". 

SULLA JUVE E CASSANO  - "Ho letto di recente una sua intervista in cui diceva che è stato vicino alla Juventus quattro volte, quindi questa sarebbe la quinta".

SUL SUO FUTURO - "Io sono legato da un rapporto a tempo indeterminato, ma il contratto è una cosa complementare, quello che conta è ciò che si crea con la società e il Presidente. Si continuerà finchè lo vorrà Agnelli".

SU DYBALA - "Dybala? Io e Fabio Paratici siamo stati tempestivi ad andare a Vergiate a chiudere l'operazione quando gli altri temporeggiavano. Il mio modo di agire in un'operazione prevede di non pensare al milione in più o in meno, ma vedere la qualità del giocatore e puntare su quello. Cambia poco tra 2 milioni in più o in meno. Il rapporto con Zamparini ha aiutato". 

SU SUAREZ DEL BARCELLONA - " Trattato quando era all'Ajax e al Liverpool? Sì, quando si svolge questa attività bisogna essere molto ambiziosi anche se si sa che certi obiettivi non possono essere raggiunti. Un tentativo va sempre fatto, perché in realtà noi abbiamo provato a fare questi colpi in passato, ma non sono andati a buon fine". 

SU RONALDO - "I sogni non costano niente, si possono alimentare. Diverso è comprarlo. Costa. Credo che sia suggestivo, è impossibile che la Juve possa arrivare a concludere un'operazione del genere, va ponderata, va studiata. Non si possono concretizzare queste cose. Tutti lo vorrebbero, poi bisogna confrontarsi con la realtà. E' impossibile". 

SU PARATICI - "Un ragazzo che ho scoperto io. E' legato alla Juve, a me, al presidente, a Nedved, è importante lo spirito con cui siamo arrivati fino a qui". 

SU EMRE CAN - "Se ci sentiamo al sicuro? No, assolutamente. E' un giocatore in svincolo, il regolamento ci consente di allacciare rapporti con entourage e giocatore, e lo stiamo facendo. Ma la concorrenza è tanta, può anche rinnovare. Noi faremo di tutto per prenderlo. Da eslcudere per il mese di gennaio. Mettergli fretta? Fa parte delle nostre strategie, bisogna rispettare la sua volontà. Noi utilizziamo i nostri comportamenti, rispettiamo i regolamenti, il Liverpool, ma nelle prossime settimane intensificheremo i rapporti". 

SU MARCHISIO - "Professionista serio. E' normale che tra i nostri obiettivi c'è quella di aggiungere competitività nella rosa. Sia Emre Can che Marchisio ci stanno bene". 

SU GUARIN-VUCINIC - "Vucinic aveva già raggiunto Milano, era formalmente definita. L'Inter ci ripensò, c'era Fassone come direttore generale nerazzurro. Venne Guarin nei nostri uffici". 

SU ALLEGRI - "Fu un momento difficile, eravamo già in ritiro, arrivò la rescissione consensuale e decidemmo di prendere Allegri perché aveva il profilo adatto per sedersi sulla panchina della Juventus. Chi lo ha scelto? Siamo una squadra e con un confronto quotidiano prendiamo le nostre decisioni. Non c'erano tante alternative libere, all'unanimità abbiamo scelto Allegri. Ha piena autonomia, ha dimostrato di essere uno dei migliori". 

SU MANDZUKIC - "Mario è un ragazzo particolare, Allegri è capace di creare una relazione positiva con tutti e lo ha fatto anche con lui". 

SU DYBALA - "Siamo arrivati prima degli altri per chiudere questa operazione, l'importante era portarlo a casa. Era una risorsa importante per noi, ha dato risposte importanti. E' un giovane, bisogna avere la pazienza di aspettarlo. Rende ordinario lo straordinario, quando fa l'ordinario risulta essere insufficiente, ma bisogna avere la capacità di attenderlo. Per il futuro ci potrà regalare ancora tante emozioni. Resterà? Senza dubbio. Noi vendiamo solo quando un giocatore ce lo chiede". 

SULLA FIGC - "Negli ultimi 30 anni si sono dimessi due presidenti federali perché non hanno centrato l'obiettivo. Bisogna far tornare al centro di tutto il pallone. Bisogna scegliere la competenza. Buffon può rappresentare questa nuova realtà per creare un dipartimento che verrebbe chiamato club Italia che avrebbe una sua autonomia rispetto alla Federazione. Buffon è un'icona del calcio, quando smetterà di giocare potrà ricoprire questo ruolo. La nostra posizione per la FIGC? Ci sono ancora 10 giorni, vedremo".

SU ORSOLINI - "E' in prestito biennale all'Atalanta. Tocca a loro decidere se rinunciare e solo dopo questa decisione potremmo valutare l'ipotesi Bologna".

SUL VAR E I CAMBIAMENTI - "Quando ero alle medie ho imparato a memoria Il Gol di Umberto Saba, era la poesia in cui cantava le gesta del portiere, la tristezza nel volto. Col Var questo è impossibile, il romanticismo si è perso. Non è una critica, si è perso il romanticismo, il Var è importante per ridurre gli errori, ma qualcosa perdi nelle emozioni. Il gioco del calcio è un business, prima c'erano i mecenate: si guardava il risultato sportivo e ora il bilancio, ora è il contrario prima il bilancio poi il risultato".  

SU DOUGLAS COSTA  - "Grande merito alla professionalità di Giovanni Branchini. Gli ottimi rapporti col Bayern Monaco hanno facilitato l'affare". 

SU HAN - "Una notizia su Han? Cercheremo di accontentarvi". 
 

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