Tutto è tornato al proprio posto. La Juve ha vinto in scioltezza ed è tornata in testa alla classifica. Ma non è tutto qui. Tutti sono infatti tornati al proprio posto nella Juve: Higuain al centro dell'attacco e Pjanic ad occupare la posizione lasciata vacante da Pogba, con caratteristiche diverse e tutte sue. Tutto facile, tutto a posto dunque. Anche se, a distanza di pochi giorni dal ko con l'Inter e lo 0-0 di Champions col Siviglia, vien da chiedersi più o meno ingenuamente: ci voleva tanto?

 

CI VOLEVA TANTO? – Siccome in casa Juve vincere deve essere la normalità, essere in testa alla classifica l'ovvia conseguenza, si deve sempre cercare di andare oltre il risultato e non accontentarsi. Guardando come sia cambiata in 48 ore o poco più, al netto di un avversario morbido, lecito è domandarsi ancora una volta se sia davvero necessario applicare anche in partite decisive un turnover quasi scientifico. Anche contro il Cagliari, come in precedenza ad esempio contro il Sassuolo, la Juve ha dimostrato come abbia davvero bisogno di poco per poter fare un sol boccone della stragrande maggioranza delle proprie avversarie in Italia. Ma due impegni tanto delicati da vivere a distanza così ravvicinata non potevano e non dovevano essere vissuti con un fare sperimentale. Pjanic in panchina o bloccato davanti alla difesa, è uno spreco: era necessario gestirlo così tra Siviglia e Inter? Higuain fuori con l'Inter e dentro col Cagliari è una scelta difficile da non considerare almeno altrettanto uno spreco, nonostante Mandzukic non sia di certo l'ultimo arrivato: proprio per quello, con ogni probabilità, la Juve avrebbe vinto anche con il croato titolare sia col Sassuolo che questa sera, se proprio il Pipita avesse avuto bisogno di tirare il fiato erano queste le situazioni più indicate.

 

STRADA GIUSTA – Ma in una Juve che supera un avvio di campionato ad altissimo coefficiente di difficoltà con il primo posto in classifica e dodici punti (il triplo della passata stagione), il bicchiere è assolutamente pieno almeno la metà se non oltre. Gli errori commessi non possono essere cancellati, dovranno servire per ripresentarsi forte come e più di prima ai prossimi grandi appuntamenti. In attesa che si possa vedere per la prima volta la vera Juve, quella titolare per undici undicesimi, rimane impressionante la facilità con cui il gruppo di Allegri riesca a triturare gli avversari “normali” anche continuando a cambiare tre o quattro pedine da una partita all'altra. Ecco perché certi sprechi andrebbero evitati. Aspettando la Juve migliore negli appuntamenti che contano per davvero.

@NicolaBalice