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  • Juve vs Milan:| Dispetti sul mercato

    Juve vs Milan:| Dispetti sul mercato

    Dispetti e qualche bluff.
    Juve-Milan, una sfida oltre il campo.
    Tevez, Montolivo, Amauri: tre dispetti fanno un bisticcio. O la fine di un patto di non belligeranza che Juve e Milan parevano aver tacitamente stretto davanti alle vetrine dello shopping: difficile, quando butti gli occhi sullo stesso articolo. Avversari sul prato, un po’ meno amici fuori, dove i sorrisoni han lasciato posto all’ironia. E se, dopo anni, ci si torna a giocare lo scudetto, il fair play sulle manovre d’acquisto diventa un fastidioso optional. Che poi qualche accostamento risulti fasullo, come quello tra Tevez e i bianconeri, è solo ulteriore indizio dell’inasprita concorrenza: mercato e affari si fanno pure con gli spifferi ai giornali. Informazione e anche disinformazione.

    In principio fu Andrea Pirlo: conversione tanto dolce da carie ai denti. «Gli abbiamo dato il permesso di trattare con la squadra che tutti sanno», sorrise Galliani a fine maggio. Allegri gli preferiva altri e il Milan mai pareggiò l’offerta della Juve, che pianificava il colpo da mesi. Forse, da parte rossonera, meno previsto era il primato bianconero e il rendimento del regista. Inevitabili battute: «Quando quest’estate ho visto Galliani a Forte dei Marmi - disse Buffon - gli ho detto: “Ti ringrazio perché davvero cercate di rendere il campionato più equilibrato. Uno come Pirlo, e gratis, è l’affare del secolo».

    Vuoi mai che l’erba del vicino è davvero più verde? Così il Milan fa un pensierino ad Amauri, che infatti non nega: «È una squadra con la quale ho sempre sognato di giocare». Poteva diventare realtà: «Chissà». La Juve non la prende benissimo, soprattutto dopo i rifiuti di trasloco opposti ad agosto: l’indirizzo deve andar bene anche a noi. Tradotto: avrà prefisso estero.

    Poco dopo, a Beppe Marotta torna in mente un’idea meravigliosa: Riccardo Montolivo, già trattato in una primavera che diventa inverno con l’arrivo di Conte. Ma l’evoluzione in 4-3-3 impone scorta di mezze ali: e allora, si tenta di soffiarlo al nemico, s’è vero che il Milan ha già l’accordo nel cassetto con il centrocampista viola.

    Nel frattempo, spunta qualche indiscrezione su Alex Del Piero, finito nel magazzino bianconero. Piace al Milan, si narra. Galliani fa uso di bon ton, «è il mio rimpianto», ma poi tronca tutto: «Del Piero? Non scherziamo».

    Il supremo tradimento si consuma però sulle telecomunicazioni con il Manchester City, inseguendo Carlitos Tevez. Promesso al Milan, è la vulgata, invece spunta la Juve. E una presunta mail di Marotta all’agente dell’argentino. «In questa fase io mi tengo informato, incontro persone e leggo mail», punzecchia col sorriso Galliani. L’ad bianconero quasi s’arrabbia: «Mai trattato Tevez. E quella mail è vecchia di mesi».

    Avevano già bisticciato un anno fa, quando Marotta paragonò alcuni arbitraggi. «Non parli del Milan - lo gelò il collega - altrimenti potrei fargli notare il rigore che c’era su Mexes». Seguì pace: «Con Marotta ho già chiarito tutto, era un amico e resta un amico». Anche se l’amico vero, da 40 anni, è Ariedo Braida: «Giocavo nel Varese - raccontò l’ex ds rossonero - e lui andava a prendere i palloni che noi calciatori sparavamo fuori dalla porta». Ora dà la caccia a giocatori.


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