Vincere aiuta a vincere
Contro l'Atalanta stavolta era "solo" Coppa Italia ma davvero nessuno se ne è accorto. Squadre schierate in campo dall'inizio con soli pochi cambi rispetto alle formazioni titolari, nessuna esagerazione in turn-over e ritmi medio/elevati degni di una gara di campionato. Una bella Juve che per 3/4 di partita ha tenuto in pugno la qualificazione rischiando però poi di vanificare tutto nel finale.


Sontuoso Dybala, senza di lui si è spenta la luce
La partita è cambiata quando nel secondo tempo (dopo l'uscita di Marchisio dal campo) anche un ispiratissimo Dybala è stato richiamato in panchina da Allegri per rilanciare (finalmente) Pjaca. Prestazione di grandissimo livello quella di Paulo Dybala, che ha reagito a modo suo all'ennesima ingiustizia arbitrale subita (rigore nettissimo negato in avvio): un gol di straordinaria potenza, precisione e bellezza e un geniale assist a favore di Mandzukic solo da spingere in gol. Uscita "la Joya", l'Atalanta ha preso man mano coraggio provando anche a riaprire la gara in due differenti circostanze, intervallate dal gol su calcio di rigore di Pjanic.

Bentornato Pjaca
Precisiamo. Non è stato certamente l'ingresso di Pjaca a danneggiare la Juve. Anzi, era ora che il piccolo talento croato tornasse finalmente a calcare i campi di gioco. Il suo potenziale è davvero enorme e chissà che in futuro non si riesca anche a vederlo in campo schierato contemporaneamente con l'attacco in HD, Higuain - Dybala. Ma la Juve ha rischiato davvero grosso, davvero troppo... Complimenti comunque sinceri all'Atalanta, una delle squadre che più di tutte invece, secondo le malelingue, sarebbe allenata a "calarsi le braghe" ogni qualvolta incontra la Juve. Che grinta messa in campo dalla squadra di Gasperini nel secondo tempo invece, altro che "scansAtalanta"!