A margine della presentazione di Matuidi, il direttore generale della Juventus Giuseppe Marotta ha cercato di mettere fine alle voci di mercato che stanno accompagnando la squadra bianconera in questi giorni. Tra una certezza e un tentativo di "sviare le indagini" è evidente che in un calciomercato sempre più frenetico come quello moderno è impossibile considerare chiusa una sessione di trasferimenti con oltre una settimana di anticipo. Cerchiamo di interpretare le parole.

"Marchisio resta"
Non abbiamo dubbi in merito, anche perchè il Principino se recupera la migliore condizione fisica è il favorito ad affiancare Pjanic e Matuidi in un futuro centrocampo a 3. Una sua improbabile cessione sarebbe comprensibile (più che altro accettabile) solo dinanzi all'arrivo di un centrocampista dello spessore internazionale di Strootman. 

"Spinazzola rimarrà a Bergamo"
Sinceramente questo calcio moderno fatto di giocatori improvvisamente scontenti e pronti a presentare certificati medici di interesse ci porta sempre meno ad amare questo sport. Si può forse anche capire la frenesia di un ragazzo che vuole andare a tutti i costi a giocare nella Juve per il prestigio e soprattutto per il maggior ritorno economico, ma nella vita dovrebbe esser forte anche un sentimento di riconoscenza verso chi ti ha lanciato e sostenuto; il calcio moderno, sempre più schiavo del dio denaro, sta demolendo qualsiasi forma di sentimentalismo. Spinazzola è un buon elemento non un fenomeno, che (nell'anno del Mondiale) ha inoltre sicuramente più possibilità di giocare titolare nell'Atalanta piuttosto che nella Juventus; a Torino potrebbe essere una buona alternativa, soprattutto a destra dove la coppia De Sciglio - Lichtsteiner sembra esser l'anello più debole dell'intera rosa bianconera, ma di certo non partirebbe titolare. Anzi.

"Keita è un capitolo chiuso, così come anche Schick"
Qui partiamo da una domanda provocatoria: se Keita non fosse stato in scadenza di contratto l'anno prossimo, la Juventus l'avrebbe cercato con insistenza? Il ragazzo sembra più un'opportunità che una necessità. Fosse davvero servito ad Allegri la Vecchia Signora avrebbe già chiuso la trattativa, come fatto 2 stagioni fa con Alex Sandro che pur in scadenza di contratto fu pagato quasi 30 milioni. Ma il terzino brasiliano, a differenza dell'attaccante laziale, era una necessità evidente della rosa.
Discorso a parte merita invece Schick. La speranza tra i tifosi bianconeri che il talentuoso giocatore alla fine possa arrivare a Torino, anche tra un anno, c'è sempre. Sarebbe davvero un peccato vedere esplodere il talento del ragazzo altrove, soprattutto in Italia.

"Non ci sono le condizioni per Garay"
Il difensore argentino è sicuramente un buon elemento (non un top player) che ad ottobre compie 31 anni e con un cartellino anche costoso. La domanda da porsi in questo caso è: ha senso spendere molto in un reparto già abbondantemente in la con gli anni (uno dei più vecchi di tutta la serie A) in elementi ne top ne giovani?

Il settimo di fila, nell'anno del VAR
La Juventus, ad oggi, è ancora la favorita per vincere lo scudetto in Italia. Quello che davvero le serve è confermarsi anche in questa stagione, perchè il settimo di fila arriverebbe nell'anno dell'avvento del VAR che già tante polemiche ha creato tra i tifosi. Dovesse interrompersi il ciclo proprio con l'arrivo della tecnologia del calcio, ci sarebbe il risveglio dei complottisti "con la moviola in campo, ora che non potete più rubare, non vincerete più nulla", il commento più gettonato tra gli anti-juventini già dopo Juve-Cagliari. Ci sta non vincere dopo 6 anni (è nella natura delle cose) ma farlo proprio quest'anno sarebbe davvero un peccato.

Champions, ci siamo
Discorso a parte merita sempre la Champions League. Il Barcellona sta dimostrando quanto è difficile fare mercato a grandissimi livelli, pur avendo i soldi, quando ti riduci per volontà o necessità agli ultimi giorni di mercato.
Rischi di prendere qualche "sòla", strapagare il Paulinho di turno o esser costretta a valutare Coutinho come un nuovo Pelè! La Juventus per rinforzarsi davvero a livello internazionale avrebbe dovuto fissare come obiettivo primario il top player a centrocampo ad inizio sessione e muoversi tempestivamente dopo le cessioni di Bonucci e Dani Alves. Adesso ci può stare solo l'occasione, non la programmazione. Da quando Marotta è alla Juve non ricordiamo un colpo di coda finale nella sessione estiva di mercato anzi spesso l'ultimo acquisto è stato sempre un movimento da dimenticare in fretta. Se la campagna trasferimenti si chiuderà comunque così come sembra, per la Vecchia Signora ci sono tutti i presupposti per continuare a vincere in Italia.

@stefanodiscreti