La prima parte di stagione è volata via ed è quindi tempo dei primi, parziali, bilanci in casa Juve.
 
SUPERCOPPA, che peccato - Peccato per la Supercoppa Italiana scivolata via nel caldo d’Agosto, contro la bella realtà biancoceleste della Lazio di Simone Inzaghi, per via di una difesa sperimentale che ancora non aveva superato lo shock della perdita di Dani Alves e Bonucci e al quale non è bastata il rendimento strepitoso di inizio stagione di Dybala.

NAPOLI, la vedi la freccia? - Bene in Campionato, dove dopo un inizio confusionario si è finalmente ritrovata una stabilità difensiva anche grazie all’abbandono del centrocampo a due, ormai deleterio salvo per brevi e sporadiche emergenze.
Non è bastato tutto questo per completare la rimonta e riconquistare la vetta, ma il primo posto dista ormai solo un punto e il Napoli vede bene adesso sullo specchietto retrovisore l’imponenza dei bianconeri in fase di sorpasso che hanno già messo ben in evidenza la freccia.
 
CHAMPIONS, ora viene il difficile - Benino in Champions, dove dopo l’avvio ad handicap contro il Barcellona e alcune prestazioni sottotono la qualificazione è stata conquistata anche con relativa tranquillità. 
Ora, come ben si sa, inizierà un torneo a se, ad eliminazione diretta, dove non sarà più possibile sbagliare e dove saranno i singoli episodi, ma soprattutto i giocatori di talento, a fare la differenza. Chi li ha li deve far giocare...

COPPA ITALIA, spirito JUVE - Benissimo in Coppa Italia, dove la squadra di Allegri ha confermato la mentalità vincente che da sempre contraddistingue la Vecchia Signora; quell’umiltà mista a consapevolezza che le impedisce di snobbare o sottovalutare mai gli avversari e qualsiasi tipo di appuntamento. La vera differenza tra la Juventus ed il resto d’Italia è proprio questa.
Nel complesso, quindi,  il giudizio parziale non può che essere largamente positivo. Almeno un 7+, rendimento davvero più che discreto anche perchè dopo 6 anni di dominio assoluto il rischio di avere la pancia piena è sempre dietro l'angolo.
 
MATUIDI, l'uomo della svolta - Per quanto riguarda invece i singoli, sicuramente promossi a pieni voti: Matuidi, il giocatore che ha consentito la svolta tattica della stagione con il ritorno del centrocampo a tre.
Sczcesny, che sta dimostrando partita dopo partita che non sarebbe affatto blasfemo affidargli le responsabilità del dopo Buffon. 
Benatia, finalmente ritornato ai suoi livelli standard e che non ha fatto minimamente rimpiangere la partenza di Bonucci.
Douglas Costa e Bernardeschi, chi più chi meno tra i due nuovi acquisti, che hanno comunque già ampiamente dimostrato di avere il talento necessario per aumentare il tasso tecnico della squadra.
Dybala e Higuain, che si sono alternati nel ruolo di trascinatori della Juventus. Le sorti future della squadra bianconera non possono prescindere dal loro rendimento.
Pjanic, sempre più fulcro del gioco juventino ed insieme ai sopracitati due attaccanti argentini gli unici davvero insostituibili della rosa.
 
ALEX SANDRO rimandato - Tra i rimandati, invece, per un motivo o per un altro: Lichtsteiner, Marchisio, Khedira, Sturaro, Rugani e soprattutto Alex Sandro.
Nessuna vera bocciatura, ci mancherebbe, però da loro (soprattutto dal talentuoso terzino brasiliano) è lecito aspettarsi decisamente di più.
 
ALLEGRI, bene però... - Anche per Allegri il giudizio parziale non può che essere positivo.
Non è facile continuare a motivare un intero ambiente che ha vinto e continua a vincere ormai da anni senza interruzioni.
Però per l’ostinazione a riproporre Mandzukic esterno sinistro oltre che nel ripresentare l'obsoleto centrocampo a due e quindi il ritardo prima di capire e di rassegnarsi all’importanza di svoltare al centrocampo a tre merita mezzo voto in meno rispetto al giudizio complessivo della squadra.
Come amava ripetere il compianto Avvocato Gianni Agnelli "una cosa fatta bene può essere fatta meglio!".