Facciamo subito una doverosa premessa in apertura. Si può criticare una squadra che in campionato nel 2018 ancora non aveva subito goal e che prima del pareggio contro la SPAL di ieri sera aveva infilato una serie di 12 vittorie consecutive? No, sicuramente no. Una partita storta ogni tre mesi può assolutamente capitare.
 
E' mancato il colpo alla “Dybala”
 
Quello che però va sicuramente attenzionato è la predisposizione della squadra di Allegri a giocare male, a bassi ritmi, in attesa del colpo del campione che risolva la gara. Era già successo contro il Cagliari e il Genoa e in assoluto ancora di più contro la Lazio. La partita di Ferrara ha ricordato molto quella di Roma contro la squadra di Inzaghi. Avversari agguerriti che hanno preso il dominio del centrocampo e occasioni d’attacco bianconere ridotte al lumicino con il portiere avversario praticamente inoperoso per tutta la gara. La differenza tra la tanto celebrata vittoria svolta contro i biancocelesti e il pareggio di ieri sera è tutta nella mancata presenza di una prodezza alla Dybala. Fosse arrivato il gol su punizione o in altra circostanza oggi si starebbe parlando di una Juve cinica, cannibale, che non molla un centimetro su nessun obiettivo e che punta ancora una volta a vincere tutto fino alla fine.
 
4-2-3-1 deleterio
 
Quello che sinceramente facciamo fatica a capire è il motivo per cui Allegri ogni tanto, nonostante i risultati negativi evidenti di questa stagione col vecchio modulo, rispolveri il 4-2-3-1 lasciando da parte il centrocampo a tre che si è dimostrata invece la vera svolta tattica della stagione. Un vero mistero, anche alla luce dei giocatori a disposizione in panchina (Marchisio, Bentancur, Sturaro). Cosa cambia dopo questo risultato? Per ora nulla ma è evidente che il calendario della Juventus si complica notevolmente per la pressione che il Napoli saprà mantenergli addosso.

Senza Cuadrado e Bernardeschi, il rischio è quello di spremere in maniera determinante Douglas Costa, Dybala e Higuain, ovvero i 3 giocatori che con le loro grandi qualità stanno sopperendo alla mancanza di un gioco corale della squadra bianconera. Mandzukic in questo momento sembra essere proprio fuori forma e con la testa altrove, soprattutto quando schierato fuori ruolo da esterno sinistra, dove ormai fa la differenza ma solo in negativo. Va recuperato quanto prima possibile anche perché continuare a spremere il Pipita vorrebbe dire rischiarlo di averlo completamente "spompato" a fine stagione. La Vecchia Signora quest’anno questo proprio non può permetterselo perché a differenza delle scorse stagioni (dove è arrivata sino in fondo in tutte le competizioni) in campionato non ha scavato quel solco che le aveva garantito la massima tranquillità. Anzi.
 
Che calendario!
 
Basta guardare il calendario che attende adesso la squadra bianconera dopo la sosta. Prima di Juventus-Real Madrid, all’Allianz Stadium verrà il Milan rigenerato da Gattuso. Si potrà fare turnover in quella circostanza? Temiamo proprio di no. Se poi la squadra bianconera riuscirà per la quinta volta consecutiva nell’impresa di eliminare il Real Madrid nel doppio confronto in Champions, l’eventuale doppia semifinale di coppa si andrà ad incastrare tra la decisiva sfida scudetto contro il Napoli e la trasferta di San Siro contro l’Inter. Mai come quest’anno la Juventus si trova in corsa per vincere tutto non avendo però alcuna certezza di trionfare. Tutti gli obiettivi che la vedono coinvolta da qui a fine stagione, sono da determinare partita dopo partita. Il ruolo di Allegri sarà fondamentale, ancora più decisivo che in passato, soprattutto nella gestione della forza della rosa. Non si può criticare la squadra bianconera per il primo stop dopo dodici vittorie consecutive. Si può però criticare il modo in cui la compagine bianconera gioca male, aspettando sempre che il campione di turno tolga le castagne dal fuoco. Se si continua su questa linea, potrebbe non bastare per vincere. Che alla fine alla Juve è davvero l’unica cosa che conta.

@stefanodiscreti