Quanti infortuni. Con il risentimento muscolare di Alex Sandro, gli infortuni stagionali bianconeri sono saliti a quota 40, ben oltre la media stagionale europea e anche di numero superiore alla Juventus stessa in paragone alla stagione passata.
Si può parlare solo di sfortuna?
Sicuramente no anche se puntare il dito contro la preparazione estiva sarebbe sin troppo facile.
Purtroppo nell’era contemporanea, per motivi esclusivamente economici e di sponsor, si tendono a privilegiare inutili tournée estive e deleterie amichevoli fuori stagione al posto di sviluppare una corretta preparazione fisica come si usava fare in passato.
Segno anche questo di un’evoluzione del calcio ormai sempre più schiavo del dio denaro.
 
La maledizione del Triplete
 
Non aiuta certo a limitare gli infortuni poi la frequenza con cui la Vecchia Signora scende in campo costantemente.
Sono 4 anni consecutivi (l'era Allegri) che la Juventus arriva sempre fino in fondo sia in campionato che in Coppa Italia e ben oltre i gironi eliminatori in Champions League.
Nel rischio di provare a vincere tutto va annoverata ovviamente anche la maggiore predisposizione agli infortuni; d’altronde fa parte della vita, a volte chi si accontenta gode perché per provare a vincere tutto spesso si rischia poi di vincere nulla.
Tanti anni fa, in un’intervista che Mister Marcello Lippi mi rilasciò in esclusiva, a mia precisa domanda “Mister, si è mai fatto un’idea delle tante finali europee perse? Solo sfortuna?” mi rispose così:
“Sfortuna? No assolutamente. Non creiamoci alibi. L’idea che mi sono fatto io è, vedendo anche l’andamento delle stagioni in esame (1995-1997-1998-2003 ndr), che alle finali perse siamo arrivati sempre un po’ stanchi, perché impegnati fino ai giorni precedenti nel difficilissimo compito di laurearci Campioni d’Italia. Non è un caso secondo me che abbiamo vinto la Champions League invece nell’unico anno in cui avevamo abbandonato la lotta scudetto già in primavera (1996 ndr).”
Che messaggio vogliamo cercare di far passare ricordando questo stralcio di intervista?
Ci sembra evidente.
Più la Juventus arriverà sempre fino in fondo (o quasi) a tutti gli obiettivi stagionali e meno saranno le possibilità di limitare gli infortuni, la stanchezza della rosa e le probabilità di vincere la Champions.
Se ripensiamo alle sconfitte in finale delle annate passate sia contro Barcellona che Real Madrid, la prima cosa che ci torna agli occhi è il loro predominio fisico ancor più che tecnico e tattico.
Con questo non si vuole far passare il messaggio che sarebbe stato giusto snobbare altre competizioni (come ad esempio fatto dal Napoli di Sarri in questa stagione) ma di certo poi non si può piangere sul latte versato.
Giocando ogni 3 giorni, gare sempre determinanti e decisive per il prosieguo della stagione, la % di infortunio aumenta in maniera esponenziale.
 

Sos Attacco
 
E proprio per il numero degli impegni, quello che ad inizio stagione era il fiore all’occhiello della rosa bianconera ovvero l’attacco rischia di andare in seria emergenza nelle prossime settimane.
Partiti con Mandzukic, Dybala, Higuain, Douglas Costa, Bernardeschi, Cuadrado e Pjaca (probabilmente il miglior parco attaccanti al mondo) alla luce degli ultimi avvenimenti in pratica Allegri può contare davvero in questo momento solo su Douglas Costa, Higuain e Dybala rischiando di spremerli come limoni.
Mandzukic è in una fase di vera involuzione, sia tattica che fisica, mentre su Cuadrado e Bernardeschi pende la decisiva spada di Damocle delle prossime visite mediche che effettueranno a breve per capire se saranno ancora arruolabili per lo sprint finale della stagione.
Chissà che alla fine non si rimpianga la cessione in prestito di Pjaca anche perché persino Alex Sandro, adattato ad esterno offensivo in questo periodo di emergenza, adesso è fermo ai box.
Da una situazione di estrema abbondanza, per sfortuna e non solo, la Juventus si ritrova ad affrontare il finale di stagione, quello decisivo, in completa emergenza nel reparto offensivo e con i prossimi mondiali di calcio alle porte.
Perché statene certi, tutti gli stranieri del campionato italiano che saranno protagonisti del prossimo mondiale in Russia tra un po’ cominceranno a tirare indietro il piedino e rifiatare. E' sempre successo questo e continuerà a ripetersi.
Beati comunque loro che, a differenza di noi italiani, avranno questi problemi. Ma questa è un’altra storia, assai triste…

@stefanodiscreti